Roma, 17 apr – Prima l’euro e l’Unione Europea. Poi, dopo il raid in Siria, i rapporti con la Nato e la dichiarazione di fedeltà agli alleati che ha fatto infuriare la base militante. E ora, a poche settimane dal voto che li ha incoronati come primo partito d’Italia, addirittura il programma elettorale. Il Movimento Cinque Stelle ci ha ormai abituato a repentini mutamenti di casacca e cambi di corsia di 180 gradi, a riprova della sua natura “liquida” (per non dire gassosa), ma a questo giro l’inversione a “U” ha qualcosa di veramente clamoroso.

Alla faccia della democrazia diretta e della partecipazione, del programma elettorale votato dagli iscritti e presentato come piattaforma in vista dello scorso 4 marzo non c’è infatti più traccia. Perso nelle pieghe del web? Smarrito in uno dei tanti problemi informatici della piattaforma Rousseau? Niente di tutto questo, perché un programma dei Cinque Stelle esiste ancora e fa capolino sul sito ufficiale del movimento. Peccato che sia diverso da quello “originale”.


A rivelarlo, in un articolo sul Foglio di oggi, Luciano Capone: “I venti pdf che componevano il programma votato online sono stati sostituiti da venti pdf diversi, a cui ne sono stati aggiunti quattro su temi mai proposti né votati”. E non si tratta di piccole modifiche, ma di cambiamenti sostanziali. Come nel caso, guarda un po’, del programma dedicato agli esteri: “Gli iscritti – scrive Capone – avevano votato per un’impostazione radicale, terzomondista, filo russa e anti atlantica”, con dosi non indifferenti di appelli all’interesse nazionale (un capitolo si chiamava nientemeno che “Sovranità e indipendenza”). Adesso invece sono state “tolte le contestazioni alla Nato e agli Stati Uniti, addolcite le critiche all’euro e all’Ue, smussati gli elogi alla Russia”. Se nel programma si parlava apertamente di “disimpegno da tutte le missioni militari in contrasto con la Costituzione”, adesso la posizione è decisamente più interlocutoria e propone di “aprire tavoli di confronto in seno alla Nato”.

“Analogamente – prosegue Capone – sono state riviste le critiche all’euro”, per cui da “La situazione italiana nella zona euro è insostenibile. Siamo succubi della moneta unica” si arriva in un batter di ciglia a “Questo non significa abbandonare perentoriamente la moneta unica”. Troviamo poi “programmi stravolti come quello sullo ‘Sviluppo economico’ passato da 92 a 9 pagine e altri rielaborati da capo a piedi come quello sull’Agricoltura”. Ce n’è abbastanza per chiedersi “Chi ha scritto il nuovo programma – si domanda Capone – e deciso di sostituirlo a quello votato dagli iscritti? Probabilmente Di Maio e la sua cerchia ristretta”. Un modo decisamente innovativo per non tradire le promesse fatte agli elettori.

Nicola Mattei

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  1. […] Di Maio tira comunque dritto: “Manteniamo la linea che abbiamo dato un mese fa: disponibili a discutere di temi, a redigere un contratto di Governo, ma senza svilire i nostri valori e le nostre più grandi battaglie: costi della politica, ambiente, reddito di cittadinanza, lotta al business dell’immigrazione, pensioni e aiuti alle imprese, lotta alla corruzione”, spiega in un post sul blog delle stelle, promettendo che il contratto sarà sottoposto all’approvazione degli iscritti sulla piattaforma Rousseau. Proprio come per il programma elettorale? […]

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