Firenze: Nardella fa la passerella con gli immigrati

Dario NardellaFirenze, 3 ago – Non c’è fine al peggio, verrebbe da dire. Davanti all’alluvione che ha messo in ginocchio Firenze, il Sindaco Dario Nardella sembra proprio non riuscire a reagire in modo adeguato.

All’inizio fu il tweet avvelenato, quello con cui Nardella comunicava ai propri cittadini di stare tranquilli, che lui era in vacanza all’estero ma avrebbe partecipato alle operazioni via telefono. Per tutta risposta i fiorentini lo hanno coperto di insulti, ricordando gli obblighi del primo cittadino e stigmatizzando la triste pantomima della ‘partecipazione a distanza’. La posizione del Sindaco si è poi ulteriormente aggravata, quando è emerso che la città non era stata vittima di un imprevedibile tsunami, ma di una pioggia tecnicamente ‘normale’, cioè molto intensa ma che avviene ciclicamente, con cadenza più o meno regolare. Una pioggia che non avrebbe dovuto flagellare la città del giglio e farle riprovare il brivido delle piene dell’Arno, se solo la macchina della prevenzione avesse funzionato, per esempio facendo la manutenzione dei tombini che si sono subito tappati.

Nella più classica della tradizione dei sindaci PD (vedi quello di Roma alla voce “#sottoMarino” del 2014), Nardella si è messo all’angolo da solo, attirando l’attenzione con un’uscita infelice e perdendo il diritto a qualunque difesa per colpe di cattiva amministrazione. Da questo angolo ha cercato di salvarlo il Governatore della Toscana Enrico Rossi, lanciando il salvagente ‘immigrati’. Rossi, recuperando dal trita-documenti una velina di Alfano, ha infatti proposto di usare i clandestini ospitati nella regione per ripulire Firenze e intervenire nelle situazioni più gravi.

Nardella non ha perso tempo e, tornato di corsa dalle criticate vacanze, si è messo alla guida di un gruppo di immigrati, ovviamente davanti alle telecamere dei telegiornali. Un bello spot per far dimenticare che al Sindaco sono rimasti giusto i clandestini, visto che i fiorentini gli hanno girato le spalle. Quei fiorentini che mentre Nardella era ancora all’estero, hanno preso le pale e hanno iniziato a spalare, come hanno sempre fatto in caso di necessità. Si chiama volontariato, senso di comunità, solidarietà. Un altro settore in cui gli italiani non hanno bisogno di surrogati, di sostituti pre-pagati strappati all’ozio forzato e scaraventati davanti alle telecamere del circo mediatico.


La Protezione civile di Firenze intanto, mentre Nardella utilizzava manodopera non qualificata (e a rischio infortunio), faceva sapere che aveva bisogno solo di chi aveva competenze specifiche o mezzi speciali. Qualcuno quindi fermi il Sindaco, sempre che una volta spente le telecamere non sia tornato in vacanza.

Ettore Maltempo

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