NardellaFirenze, 18 mag – Non si può proprio dire che sia un bel periodo per il sindaco di Firenze, Dario Nardella, che dopo essere stato smentito pubblicamente sulla moschea alla Caserma Gonzaga dal suo predecessore e mentore, nonché segretario del suo partito, Matteo Renzi, adesso ha dichiarato di aver chiesto aiuto al ministro Franceschini perché si ritiene impossibilitato per mancanza di strumenti legislativi a contrastare l’invasione di risciò elettrici e a pedali dal centro storico. Il problema è che, evidentemente, Nardella non era a conoscenza di due recenti pronunce del TAR del Lazio che invece riconoscono poteri e competenza proprio ai sindaci in questa materia . A sbugiardarlo, di fronte ad un imbarazzante silenzio della stampa cittadina e delle opposizioni in Consiglio Comunale, è stato il Responsabile Provinciale di CasaPound Firenze, Saverio Di Giulio, che si è detto “esterrefatto” per la poca conoscenza della normativa e della giurisprudenza in materia da parte del sindaco.

E, in effetti, il TAR del Lazio si è pronunciato appena un anno fa, con la sentenza n. 6208 del 2016, stabilendo che anche per i risciò è necessaria la licenza obbligatoria, in quanto il servizio di NCC per trasporto di persone a mezzo di velocipedi è assimilabile a un’attività di trasporto pubblico e pertanto la carta di circolazione di tali veicoli deve essere rilasciata sulla base della licenza comunale di esercizio. A maggior ragione, peraltro, se i risciò a pedali sono assimilabili al servizio di NCC lo sono ancora di più i mezzi a motore elettrico, proprio in base alla legge quadro citata dallo stesso TAR, la numero 21 del 1992. Soltanto qualche mese dopo la sentenza n. 6208, il TAR è tornato sull’argomento con l’ordinanza della seconda Sezione del TAR del Lazio n. 1785 del 2017 e in questa occasione il giudice amministrativo ha chiarito che se è vero da un lato che non si può vietare a prescindere il servizio di trasporto con i risciò, è altrettanto vero che è compito dell’amministrazione comunale disciplinare il servizio mediante il rilascio delle licenze che stabiliscano, quindi, anche i limiti operativi delle stesse.

Insomma, anche se esiste un vuoto normativo per i risciò a pedali, che non sono previsti dalla “Legge quadro per il trasporto di persone mediante autoservizi pubblici non di linea”, il giudice amministrativo, pur auspicando un intervento del legislatore, li ha espressamente equiparati agli altri mezzi – a motore e a trazione animale – che svolgono l’attività di noleggio con conducente tanto da arrivare a dire, testualmente, “le amministrazioni comunali dispongono non solo delle competenze relative alla disciplina dei servizi di noleggio con conducente ma anche dei più generali poteri di regolamentazione in materia di circolazione nei centri abitati, nonché delle competenze proprie della polizia amministrativa e locale”.

Quindi gli strumenti a disposizione dei sindaci ci sono tutti, e, infatti, Di Giulio sottolinea che “o Nardella non ne conosce l’esistenza, dimostrando un’incompetenza inaccettabile, oppure ne è a conoscenza e mente per mancanza di volontà di risolvere la questione, in entrambi i casi la questione è gravissima”. E, per completare la gaffe del primo cittadino del capoluogo toscano, il Responsabile di CP Firenze evidenzia anche un altro passo falso del sindaco: “Nardella ha anche sbagliato Ministro, dato che il Ministero competente è quello per lo Sviluppo Economico, cioè Calenda. Franceschini è il ministro del Turismo e non ha alcuna competenza in materia di trasporto pubblico e di disciplina di servizi commerciali”.

Alessandro Della Guglia

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