gianniniRoma, 7 mag – In un articolo apparso un paio di giorni fa sull’HuffPost si dà notizia dell’incontro tra il ministro dell’Istruzione Stefania Giannini (passata da Scelta Civica al PD, quindi condannata nemmeno 10 giorni fa a risarcire 9mila euro all’università per Stranieri di Perugia di cui era Rettore) ed il suo omologo tedesco Johanna Wanka. Motivo del colloquio è stata la ratifica di un accordo di cooperazione tra Italia e Germania in merito alla formazione professionale di cui, al momento, non si conosce il contenuto. Si apprendono, invece, le dichiarazioni rilasciate per l’occasione dal ministro Giannini, nelle quali rivela la sua idea di lavoro per il popolo italiano: “Il Paese deve allontanarsi dall’impronta classica che ha permeato per secoli la società e il sistema d’istruzione per avvicinarsi al modello tedesco: più pragmatico, precario e orientato al lavoro. Dobbiamo abituarci all’idea di un mondo impostato su un modello economico di stampo americano, dove il precariato è la norma. Dobbiamo abituarci a vite con meno certezze immediate, fatte da persone che si spostano continuamente e dobbiamo incentivare i loro movimenti. Flessibilità significa precariato, che non è sinonimo di malessere”.

E se ciò non bastasse, ce n’ è pure per la famiglia vista come orpello: “la famiglia come l’abbiamo conosciuta esisterà sempre meno. Le persone, in primis i genitori, si devono poter spostare individualmente e per questo il nucleo familiare non avrà più la funzione di stabilità sociale che ha avuto per la mia generazione”. Per sopperire all’unico vero problema legato alla scomparsa della famiglia, ovviamente solo quello demografico, arriva la soluzione della collega tedesca Wanka: “Il nostro successo economico non si è tradotto in una alta produttività di figli. In 10 anni la Germania ha perso il 22% della propria popolazione. In questi termini l’arrivo dei migranti ha una funzione economica specifica. Cioè quella di occupare quella fascia lavorativa lasciata vuota dalla crisi demografica e che una volta era occupata dalle imprese a direzione familiare”. L’HuffPost rincara la dose constatando che “i migranti hanno dunque una funzione sostitutiva rispetto all’ormai estinto modello economico fondato sulla famiglia. Anche in Italia dovrà essere così”.

Il discorso va ben oltre le criptiche dichiarazioni della Boldrini datate 2014 che le valsero mesi interi di silenzio-stampa per l’imbarazzo generato a livello mediatico. Le “ministre” (come tiene a specificare l’ HuffPost) raggiungono quella dimensione surreale che fa dubitare se si stia leggendo un giornale o le pagine di un romanzo distopico che supera per fantasia tutte le tesi di complottismo finora girate in rete. Non ci resta che aspettare della buona satira per seppellire questa caterva di assurdità come è successo con la Boldrini 2 anni fa.

Sarebbe interessante, comunque, chiedere alla Giannini se, prima di imitare le riforme del lavoro tedesche (come quella infernale dell’Hartz 4), non abbia intenzione di seguire l’esempio di Annette Schavan, ministro dell’Istruzione in Germania prima della Wanka, che rassegnò le dimissioni perché accusata di plagio della sua tesi di dottorato, non certo per una condanna come quella ricevuta dalla nostra “ministra”.

Vittorio Susinno

 

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6 Commenti

  1. Non fanno che effettuare il piano della massoneria internazionale ; demolire gli stati tramite la demolizione e separazione della famiglia per il loro nuovo ordine mondiale con un solo superstato con tanti schiavi senza identità e quindi senza richieste collettive di giustizia sociale e di sovranità nel battere moneta di proprietà del popolo.
    Ancora oggi pochi plutocrati creano moneta dal nulla a costo zero con le loro banche e banche centrali tutte private(Banca d’Italia fu svenduta da traditori nel 1992).Di conseguenza con la schiavitu’ del debito depredano tutti i popoli soggetti. Mussolini nel 1935 si liberò della massoneria e fece le banche pubbliche e Banca d’Italia dello stato e per questo ci fecero le sanzioni nel 1936 e parti’ una campagna stampa mondiale di aggressione e il sequestro in mare di merci italiane e l’isolamento che c i portò all’ entrata in guerra.La Libia e la Siria erano rimaste con le loro banche centrali di proprietà dello stato e si è visto come sono state aggredite.
    Per il loro piano di ordine mondiale fanno di tutto per promuovere la demolizione della famiglia, base delle società tradizionali e sovrane,con la promozione gay e gender e la promozione dell’ ateismo.La promozione del gender che dice che possiamo decidere il nostro sesso anche anni dopo serve a demolire la piu’ importante identità che abbiamo; quella sessuale che ci da’ subito un chiari ruolo nella società.Anche la promozione del femminismo serviva a dividere la famiglia e scombinare i ruoli demolendo l’autorità famigliare per eccelenza, e cioè quella paterna.
    Ovviamente anche l’immigrazioine selvaggia promossa con forza dai loro burattini fa’ parte del piano per levare l’identità ai popoli mischiandoli.Ai massoni oligarchici (distinti dai massoni democratici) serve un uomo senza identità da manovrare a piacere sin dalla nascita secondo le loro necessità.

    • Cesare, sono d’accordo su tutto, tranne che sulla tua visione di una massoneria monolitica che regge i fili del mondo. La massoneria è una galassia frammentraria e disunita che di per sé ha poco potere. Vi sono sicuramente al suo interno uomini di potere, ma li trovi anche nei circoli di tennis o di vela, oppure nei vari Rotary o club di gentiluomini che siano. La massoneria è un grande “contenitore” sempre più in crisi, sempre meno influente, al quale aderiscono sempre più persone che non contano nulla, straccioni che si pavoneggiano coi loro paramenti da liberi muratori ricamati di lamè.

      • Martino,
        come potrai leggere ho scritto che ci sono anche massoni “democratici” e cioè per lo sviluppo dei popoli contrapposti a quelli oligarchici. Comunque spero che sia come dici tu e cioè che sia una galassia divisa e che conta poco. Tuttavia il Gran Maestro della Massoneria democratica d’Italia, Gioele Magaldi, ha di recente scritto un libro dal titolo”Massoneria: società a responsabilità limitata”ove spiega come le url lodges oligarchiche abbiano preso il sopravvento. Tale libro ovviamente non è stato publicizzato da nessun media ma sembra essere letto da circoli che contano

      • Ciao Cesare. La mia è un’opinione del tutto personale, ma credo che il signor Gioele Magaldi sia soltanto un tizio malato di protagonismo, che cerca un posto al sole, con atteggiamenti provocatori da realty televisivo finalizzati a suscitare sensazione nei “profani”. Il problema della democrazia o dell’oligarchia non si pone, la massoneria è un’istituzione con finalità esoteriche e iniziatiche, il resto sono chiacchiere alimentate dai massoni stessi per darsi importanza e far credere di essere potenti. Personalmente, da uomo di estrema destra, trovo che la massoneria sia inconciliabile con la mia visione del mondo non per il suo carattere segreto e magari settario, ma per il suo monismo filosofico. È una questione lunga, riguarda i concetti di male e di bene. La chiave per capirla si trova nelle opere di Miguel Serrano.

  2. Sig. Susinno, da lettore appassionato – quale mi ritengo – della vostra testata, forse con eccessivo candore, ma anche con sincerità, le domando : a suo parere, che cosa è accaduto, quale è stato il “mix” culturale che, nei decenni trascorsi, ha potuto formare, “costruire” una intera generazione di nullità politiche come quelle che purtroppo – dalla boldrini alla Giannini, citata nel presente articolo – ci affliggono oggi con i loro deliri? Non avrebbe voglia, magari, di dedicare un suo articolo proprio a questo argomento?

  3. Dopo la comparsa di diversi attacchi alla Giannini sul Primato, Il Giornale e Intellegonews, l’ HUffPost ha fatto sparire l’ unico articolo dal quale si potevano reperire integralmente le deliranti dichiarazioni del Ministro dell’ Istruzione. L’ obiettivo è chiaro: proteggere una delle cariche più importanti del governo Renzi dalle sue stessi assurde affermazioni.
    Sfortunatamente per lei, ho provveduto a fare copia e incolla dell’ intero articolo per tempo (in cui compaiono diversi errori come l’ attribuzione del ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali alla ministra in questione).
    Ecco a voi l’ articolo (integrale) scomparso dalla testata di Lucia Annunziata firmato dal giornalista Luca Steinmann:

    Titolo: “Sulla formazione professionale, l’ Italia diventerà come la Germania”

    Il governo italiano vuole avvicinarsi alla Germania. A spiegarlo è la Ministra del Lavoro e delle Politiche Sociali italiano Stefania Giannini che, in occasione di un accordo siglato con il governo tedesco, rende note le posizioni sue e quelle del suo schieramento in merito agli obiettivi economici e sociali che l’Italia deve raggiungere. Il Paese, dice, deve allontanarsi dall’impronta classica che ha permeato per secoli la società e il sistema d’istruzione, per avvicinarsi al modello tedesco: più pragmatico, precario e orientato al lavoro”.
    L’accordo in questione, firmato insieme dalla Ministra tedesca dell’istruzione Johanna Wanka e siglato presso il Centro Italo-Tedesco per l’eccellenza europea di Villa Vigoni , introduce la cooperazione tra Italia e Germania nell’ambito della formazione professionale. Esso rappresenta la chiara volontà da parte italiana di rendere il proprio mercato e la vita dei propri cittadini più simile al modello tedesco: che già da oltre un decennio ha messo in atto una serie di riforme economiche e di privatizzazioni che hanno mutato radicalmente le abitudini sociali e lavorative dei tedeschi.
    Tali cambiamenti, ha spiegato la Ministra Giannini, stanno per arrivare anche in Italia. “Questo accordo è una altro passo in avanti di un percorso, iniziato con il Jobs Act e con la Buona Scuola, attraverso cui l’Italia sta attuando le riforme sul mercato del lavoro che la Germania ha attuato oltre 10 anni fa con il governo Schroeder. Ci stiamo rimettendo al passo coi tempi e stiamo eliminando i nostri punti deboli”.
    I punti deboli, secondo la Ministra, sono innanzitutto le radici troppo classiche del sistema di formazione italiano. “Sapere non significa sapere fare. Le nostre riforme puntano a un potenziamento degli aspetti pratici dell’istruzione e una maggiore connessione tra dimensione accademica e professionale. Il mercato globale ci chiede di stare al passo coi tempi e la Germania è, in questo senso, un modello su come si può essere vincenti. La crisi scoppiata nel 2008 non ha colpito i tedeschi quanto gli italiani perché loro potevano vantare di un ossatura più robusta del sistema lavoro, ottenuta grazie alle riforme”.
    L’ossatura dell’economia italiana è invece sempre stata formata dalle piccole e medie imprese. Le stesse che a migliaia sono fallite o hanno dovuto chiedure negli ultimi anni. Fenomeno, questo, che interessa anche la Germania. Come spiega la Ministra Wanka: “Siamo riusciti a mantenere bassi livelli di disoccupazione nonostante la chiusura della maggior parte delle imprese a gestione famigliare, che non sono state in grado di sostenere i ritmi che il mercato globale impone. Abbiamo realizzato un mercato più flessibile, reimpiegando i lavoratori un nuovi ambiti”.
    “Flessibilità significa precariato, che non è sinonimo di malessere” continua la Giannini. “Dobbiamo abituarci all’idea di un mondo impostato su un modello di economico di stampo americano, dove il precariato è la norma. Dobbiamo abituarci a vite con meno certezze immediate, fatte da persone che si spostano continuamente e dobbiamo incentivare i loro movimenti”. Un concetto, questo, che la Ministra riprende da Filippo Taddei, responsabile economico del Pd, che intervistato dall’Espresso ha spiegato come il modello sociale a cui si debba tendere sia quello statunitense, nel quale “bisognerebbe tassare tutto ciò che è immobile e detassare tutto ciò che è dinamico”.
    Come spiegato dalla Ministra Wanke, però, tale modello non è esente da problemi. “Il nostro successo economico non si è tradotto in una alta produttività di figli. In 10 anni la Germania ha perso il 22 per cento della propria popolazione. In questi termini l’arrivo dei migranti ha una funzione economica specifica. Cioè quella di occupare quella fascia lavorativa lasciata vuota dalla crisi demografica e che una volta era occupata dalle imprese a direzione famigliare”.
    I migranti hanno dunque una funzione sostitutiva rispetto all’ormai estinto modello economico fondato sulla famiglia. Anche in Italia dovrà essere così. “La famiglia come l’abbiamo conosciuta esisterà sempre meno” spiega la Ministra Giannini. “le persone, in primis i genitori, si devono poter spostare individualmente e per questo il nucleo famigliare non avrà più la funzione di stabilità sociale che ha avuto per la mia generazione”.
    Le vite degli italiani, le nostre vite, stanno andando incontro a enormi cambiamenti, figli della globalizzazione e delle riforme messe in atto per starle al passo. Vite più precarie lavorativamente e affettivamente, in cui il successo economico di un Paese, come nel caso tedesco, non si traduca in aumento della natalità o della stabilità individuale e sociale. Sarà sempre più difficile creare una propria famiglia stabile e prendersi cura dei propri figli.
    Resta ancora il dubbio sul ruolo che le donne possano assolvere all’interno di questo nuovo mercato sociale. Come riconosce la Ministra Giannini “se per noi donne da un lato si manifestano possibilità che un tempo ci erano precluse, dall’altro andiamo incontro a una sfida molto più profonda rispetto agli uomini. L’assenza di certezze nel breve e medio termine rende le giovani donne, che di certezze ne hanno bisogno maggiormente per ovvi motivi biologici, la grande sfida del futuro”. Una sfida che necessita necessariamente di una risposta.

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