milanoRoma, 20 ott – Deve essersi molto preoccupato Beppe Grillo per la riuscita della manifestazione con la quale Lega, CasaPound e altri movimenti identitari hanno fatto confluire 100.000 persone a Milano per “fermare l’invasione”.

Il politico genovese, che al contrario di molti dei suoi eletti è capace di cogliere l’umore delle folle, ha tentato di metterci una pezza, a due giorni di distanza, intervenendo sul suo blog e sulla sua pagina facebook con un messaggio volto a tranquillizzare la parte del suo elettorato più sensibile all’argomento: “E’ tempo di affrontare – scrive Grillo – l’immigrazione come un problema da risolvere e non come un tabù.
Chi entra in Italia con i barconi è un perfetto sconosciuto: deve essere identificato immediatamente, i profughi vanno accolti, gli altri, i cosiddetti clandestini rispediti da dove venivano.”

Peccato che solo la scorsa settimana il suo partito in Lombardia avesse scomunicato per posizioni simili a quelle espresse oggi dal suo leader la manifestazione “Stop Invasione” aderendo alla contromanifestazione delle sinistre e sottolineando come fosse opportuno contrapporsi “al corteo organizzato dalla Lega Nord che scende in piazza per protestare contro quella che il carroccio ritiene “l’invasione dei clandestini”.
Gli M5S della Lombardia e del comune di Milano – proseguiva il comunicato – dicono che lo spirito 5 Stelle è incompatibile con qualunque azione politica che abbia a fondamento la discriminazione e l’esclusione”.

Insomma, cosa vuole fare il movimento pentastellato con questi clandestini? “Rispedirli da dove venivano” come dice Grillo o “includerli” come vorrebbero i suoi esponenti lombardi?

Il cortocircuito sul tema è evidente anche considerando l’atteggiamento degli eletti M5s in questi mesi. Anche volendo tralasciare la questione dell’abolizione del reato di immigrazione (che per l’M5s avrebbe dovuto facilitare i rimpatri, ma che ha avuto finora l’effetto preventivato fin da subito da noi de Il Primato, ovvero lanciare un segnale di debolezza e un invito a presentarsi in massa con tranquillità sulle nostre coste, come dimostra l’impennata di sbarchi del 2014), non va dimenticato ad esempio, su un altro tema che divide i grillini, ovvero quello correlato della cittadinanza, l’approvazione insieme a PD e Sel da parte dei consiglieri pentastellati friulani una mozione in consiglio regionale che ” auspica che il Parlamento prenda in considerazione le proposte che sono state depositate e quindi approvi la riforma delle norme sulla cittadinanza italiana introducendo anche in Italia il principio dello ius soli”.

Anche qui, una posizione in contrasto con quella di Grillo che invece un anno prima scriveva “Una decisione che può cambiare nel tempo la geografia del Paese non può essere lasciata a un gruppetto di parlamentari e di politici in campagna elettorale permanente.”

Avevi ragione, Beppe. Ma ti eri dimenticato di aggiungere “nemmeno ai miei”.

Cristiano Coccanari

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