Grillo e gli immigrati: storia di una grande ambiguità

grilloRoma, 14 ott – L’astensione del Movimento 5 Stelle alla Camera sul voto per lo ius soli ha riaperto una delle ferite storiche dell’ambiente grillino: qual è la posizione (programmatica, ma anche “culturale”) del movimento sull’immigrazione?

L’elettorato di Grillo è composto da una base populista, tendenzialmente securitaria e “di destra”, in un senso molto de-ideologizzato. Anche Grillo mostra spesso toni e argomenti da caudillo un po’ conservatore. In mezzo fra la base e il leader, tuttavia, ci sono i quadri eletti dalla rete, che hanno creduto sul serio alle baggianate sulla democrazia informatica e che sono per lo più di sinistra. Da qui l’eterna ambiguità del M5S su un tema che necessita di riferimenti forti e visione del mondo chiara, cosa che difficilmente si può trovare facendo votare la rete. La storia delle posizioni grilline sull’immigrazione lo testimonia.

In uno spettacolo del 2006 l’allora comico spiegava come comportarsi con “un marocchino che rompe i coglioni”: “Senza che ti veda nessuno, lo porti m5sin caserma e gli dai due schiaffetti…”. Il 5 ottobre 2007 nel blog di Grillo viene pubblicato un articolo dal titolo: “I confini sconsacrati”. L’ex comico parla dei rom come di “un vulcano, una bomba a tempo” che “va disinnescata”, attaccando l’Europa, che permette “migrazioni selvagge di persone senza lavoro da un Paese all’altro,” senza “la conoscenza della lingua” e “senza possibilità di accoglienza”.

Nel 2009, in un post intitolato “Lazzaretto Italia”, Grillo denunciava “le malattie d’importazione” tra cui “vi sono tbc, scabbia, aids, colera, malaria, lebbra”. Alla fine il leader pentastellato proponeva di introdurre “il passaporto sanitario per gli immigrati dei Paesi a rischio” (sull’argomento malattie di importazione tornerà nel settembre del 2014).


Nel gennaio del 2014, tuttavia, gli iscritti al Movimento votano con il 63% per l’abrogazione del reato dell’immigrazione clandestina sconfessando apertamente Grillo e Casaleggio. Eppure nell’ottobre 2013 si leggeva: “Ieri è passato l’emendamento di due portavoce senatori del Movimento 5 Stelle sull’abolizione del reato di clandestinità. La loro posizione espressa in Commissione Giustizia è del tutto personale. Non è stata discussa in assemblea con gli altri senatori del M5S, non faceva parte del Programma votato da otto milioni e mezzo di elettori, non è mai stata sottoposta ad alcuna verifica formale all’interno. Non siamo d’accordo sia nel metodo che nel merito. Nel metodo perché un portavoce non può arrogarsi una decisione così importante su un problema molto sentito a livello sociale senza consultarsi con nessuno”. Si trattava dei senatori Cioffi e Buccarella.

Insomma, Grillo smentiva i suoi parlamentari, i suoi parlamentari smentivano Grillo. Risultato: imbarazzo totale. Per un po’, infatti, nel M5S non si è più parlato di immigrazione. Poi, un anno fa, il ritorno di fiamma, sul blog: “Chi entra in Italia con i barconi è un perfetto sconosciuto: deve essere identificato immediatamente, i profughi vanno accolti, gli altri, i cosiddetti clandestini rispediti da dove venivano. Chi entra in Italia ora deve essere sottoposto a una visita medica obbligatoria all’ingresso per tutelare la sua salute e quelle degli italiani che dovessero venirne a contatto”.

Ad agosto scorso, sul blog di Grillo è il consigliere comunale torinese Vittorio Bertola a proporre una nuova stretta sull’immigrazione, con una ricetta che prevede sorveglianza più stretta dei profughi nel sistema di accoglienza, istituzione di sistemi efficienti per il rimpatrio forzato delle persone cui viene respinta la domanda di asilo, procedura specifica per la trattazione dei ricorsi contro il diniego dell’asilo.

E sullo ius soli, come stanno le cose? Nel maggio 2013, Grillo aveva tuonato: la legge italiana vigente “può naturalmente essere cambiata, ma solo attraverso un referendum nel quale si spiegano gli effetti di uno ius soli dalla nascita. Una decisione che può cambiare nel tempo la geografia del Paese non può essere lasciata a un gruppetto di parlamentari e di politici in campagna elettorale permanente”. Ma Alessandro Di Battista rispediva la consegna al mittente: “Grillo non è un parlamentare. Io sono favorevole allo ius soli“. E nello stesso periodo, nella Parma di Pizzarotti, grillini e Pd davano il via libera a un provvedimento per concedere la “cittadinanza civica” ai figli di stranieri che risiedono in Italia da almeno cinque anni.

Insomma, sul tema immigrazione e cittadinanza, il Movimento 5 Stelle ha almeno due facce. E quando i cittadini votano, ne eleggono (spesso senza saperlo) solo una: quella favorevole all’invasione.

Giorgio Nigra

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2 Risponde a Grillo e gli immigrati: storia di una grande ambiguità

  1. Helmut Leftbuster 15 ottobre 2015 a 0:33

    Concordo pienamente; tuttavia l’articolo presuppone una certa qual buona fede dell’assetto grillino..della quale personalmente non sono convinto. Anzi, credo esso faccia parte del progetto mondialista…

    http://www.qelsi.it/2013/grillo-e-la-gabbia-di-faraday/

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    • giuseppe 18 ottobre 2015 a 23:33

      Concordo completamente con Helmut Leftbuster, i Grandi Pim Fortuyn e Jorg Haider sono stati ammazzati proprio perché contrari al progetto di distruzione delle Nazioni europee, contrari all’immigrazione incontrollata e all’islamizzazione d’Europa.
      Mentre i grillini sono come Podemos e Syriza, partiti immigrazionisti, filo islamici e falsamente a favore del popolo.
      Concordo anche con Giorgio Nigra, sull’ambiguità del M5S, ma l’ambiguità é finalizzata a “rubare” voti alla destra. Mentre i parlamentari sono immigrazionisti, Grillo (e qualcun’altro) fa delle sparate nazionaliste. Ma solo per raccattare voti!
      Complimenti a Il Primato Nazionale e a QELSI.

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