Roma, 17 lug – Grillini senza Grillo? Non è la prima volta che si parla di un distacco dell’ex comico genovese dal movimento da lui creato, ma stavolta le voci sono insistenti. Secondo varie indiscrezioni stampa, l’ultimo fine settimana di settembre, a Bologna o in un’altra città del centro, verrà annunciato il definitivo divorzio di Beppe Grillo dall’organizzazione. Lo showman sarebbe stanco, vorrebbe tornare a fare il comico a tempo pieno. Lo sganciamento, tuttavia, dovrà essere indolore, in modo da non pregiudicare quello che si annuncia come un ottimo score alle prossime elezioni politiche. Nei sondaggi, il M5S vola sempre altissimo. Occorre, quindi, non destabilizzare il partito prima della probabile vittoria.

Davide Casaleggio, dal canto suo, starebbe lavorando per dar vita a quello che è sempre stato un pallino dei pentastellati: la democrazia diretta, finora poco più che una finzione a causa di meccanismi opachi e, appunto, della presenza del capo carismatico che ha sempre fatto il bello e il cattivo tempo. Tutto passerebbe per Rousseau, la piattaforma web del Movimento. È lì che andranno selezionati i candidati alle politiche. Finora, infatti, tutto è passato per il blog di Grillo. Per votare ed essere votati è indispensabile essere iscritti e certificati. Un modo per evitare di mandare in Parlamento nuovi signor nessuno dalle dubbie capacità, senz’altro, ma anche un modo per aumentare il controllo della Casaleggio & Associati sul movimento.

Resta il fatto che Davide Casaleggio non ha e non ha mai avuto il carisma del padre Gianroberto. Un eventuale M5S senza Grillo appare davvero un’incognita, data la mancanza di un leader riconosciuto (la democrazia diretta e “uno vale uno” sono frottole che non funzionano e a cui i vertici grillini non credono affatto). Le figure papabili emerse in questi anni si riducono a due, Di Maio e Di Battista, che tuttavia, se lasciati a se stessi, non sembrano in grado di tenere insieme tutte le anime del movimento. Insomma, che Grillo sia stanco è una certezza, lo è ormai da molto tempo, lo ha detto e fatto capire in ogni modo. Ma i tempi affinché avvenga il distacco non sembrano ancora maturi. A meno che non voglia abbandonare quello che potrebbe essere il primo partito d’Italia all’esercito dei suoi carneadi goffi e confusi.

Giorgio Nigra

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