grillo-travaglioRoma 13 ott – L’idillio tra Grillo e Travaglio si è arenato sulla questione clandestinità. Dopo la dura presa di posizione del leader del M5S contro l’emendamento sull’abolizione del reato di clandestinità, presentato da due senatori grillini, Travaglio, sul Fatto Quotidiano, ha giudicato duramente le parole di Grillo: “Grillo e Casaleggio hanno perso una buona occasione per stare zitti”.

Questo l’antefatto ma la polemica non è ancora esaurita. Subito dopo l’artico di Travaglio, arriva la risposta stizzita di un militante del M5S sul blog di Beppe Grillo: “meglio nemici diretti che falsi amici”. Il Fatto Quotidiano, secondo quanto scritto sul blog del comico, “ha sostituito l’Unità come organo del Pd” e, “Con articoli di basso livello e mediocri, ricchi di insulti, velate porcate e accuse di xenofobia” tenta “di sobillare i nostri senatori e deputati”. Chiarisce tutto Peter Gomez in un editoriale: “ Quella dei ‘falsi amici’ è una tesi che non ci piace […] perché ancora una volta siamo costretti a constatare come in Italia, tra chi fa politica, resti molto popolare l’idea che l’esistenza di una stampa amica sia un fatto normale”. Dunque il Fatto e il Movimento di Grillo non sono amici, più chiaro di così…

Gomez poi, citando Valery (“Quando non si può attaccare il ragionamento, si attacca il ragionatore”) accusa Grillo di aver sostenuto una tesi, quella sull’immigrazione, frettolosamente e senza aver approfondito il discorso. In realtà Grillo ha mostrato di avere le idee chiarissime sul tema immigrazione: “Se durante le elezioni politiche avessimo proposto l’abolizione del reato di clandestinità, il M5S avrebbe ottenuto percentuali da prefisso telefonico. […] Lampedusa è al collasso e l’Italia non sta tanto bene. Quanti clandestini siamo in grado di accogliere se un italiano su otto non ha i soldi per mangiare?”. Grillo sta pagando, e continuerà a pagare, non tanto per le sue idee e le sue proposte, alcune delle quali condivisibilissime, ma per aver creduto che un’armata Brancaleone potesse rimettere in piedi un paese perché con buone idee e cattivi uomini non si va da nessuna parte.

Michael Mocci

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