Il commento: Il vo(l)to delle Europee. Vince Renzi il teleimbonitore, ma occhio a chiamarlo grullo

Renzie.

Renzie.

Roma, 27 Magg-  C’è ancora qualcuno che crede agli exit- poll? O agli intention- poll? O a Piepoli? Una volta Berlusconi riusciva a vincere le elezioni coi sondaggi o almeno a recuperare punti e punti di svantaggio inventandosene dei nuovi che lo davano in rapida ascesa.  Sapeva leggerli ed indirizzarli meglio di chiunque altro, perché aveva compreso che qui da noi il voto è  soprattutto un fattore psichico. Inteso proprio come da psichiatria. Adesso che Berlusconi riesce a stento a leggere i romanzi harmony ai vecchietti di Cesano Boscone e che non inventa più nemmeno le formazioni del Milan i risultati sono sotto gli occhi di tutti.  E’ la Forza Italia, macchiettistica ed eternamente ricattabile, versione 2.0 a guida Dudù che ha raccolto un misero 16%. Un partito che ha sostituito l’immagine di un leader arzillo a cui piacevano tanto le donne con quella di un vecchietto che porta a spasso il cane, andando incontro al sacrosanto giudizio di chi continua a preferire la Minetti ad un barboncino.

Stamattina però lo sdegno social era tutto per il 40,81% del Pd. «Vergogna! Italiani, vi bastano 80 euro per essere comprati». A parte che conosco perfettamente gente che si vende anche per 20 euro e  non solo in strada, ma io sono molto più sconfortato dal milione e duecentomila che hanno votato Nuovo centro destra. Una barbaria indicibile, che raggiunge i tratti della bestialità nelle regioni del profondo sud dove i nuovi scudo crociati sfondano il 6%. Di fronte a dati come questi perde di senso qualsiasi altra valutazione sul voto. Non perché non abbiano senso le elezioni, ma perché non hanno senso gli elettori. Del resto però lamentarsi perché in Italia non gira come in Francia equivale al frignare di Repubblica per l’avanzata degli euroscettici. Chi fa questi ragionamenti nel migliore dei casi è contaminato dalla democrazia. Nel peggiore fa un mero esercizio di personalismo,  guardandosi bene dal trasformare il suo status virtuale in un atto di volontà.

Liquidare la vittoria di Renzi come un voto di scambio per l’aumento in busta paga di 80 euro, non solo non fa onore alla nostra intelligenza, ma ci fa sprofondare in un atteggiamento da antiberlusconismo d’antan senza peraltro avere la cricca dei professoroni imbellettati dalla nostra parte. Queste elezioni infatti le ha vinte Renzi più che il Pd, con buona pace di Pippo Civati, che magari avrà un futuro come apripista ai concerti di Grignani nelle prossime feste dell’Unità. Renzi piace perché è un imbonitore, un comunicatore ruffiano,  uno che ti infinocchierebbe anche sulla spiaggia per venderti due borse contraffatte. Ti mette in mano 80 euro e da dietro, senza farsi vedere, prosegue la svendita delle aziende di Stato. Renzi piace insomma perché ci rappresenta purtroppo. Occhio a dargli del giullare quindi, perché fra le tante comparsate da Maria de Filippi travestito da Fonzie ha anche il merito di aver rotto molti tabù a sinistra. Il primo, con la Boschi, della bella impegnata  civilmente per il verso giusto. La seconda quella del leader che identifica il partito. Il non eletto primo ministro Matteo Renzi trionfa alle Europee dimostrando una volta di più che il consenso popolare non passa necessariamente dalle urne.

Di questo e del culo della Bacchiddu , direi assolutamente decisivo nel 4,03% utile alla Lista Tsipras per portare a casa seggi in parlamento, dovremmo  rammentarci quando in futuro parleremo delle Europee 2014.

Luca Cielocamminatore


Print Friendly

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.