CIE MANIFESTAZIONE PROTESTA CENTRI IDENTIFICAZIONE ROMA IMMIGRATI CLANDESTINIRoma, 8 giu – Dato che di distribuirli in Europa non se ne parla – i nostri alleati, stranamente, non vogliono godere di tutte queste risorse umane a disposizione – il governo italiano cerca almeno di distribuire gli immigrati all’interno dell’Italia stessa. Con conseguente scontro fra Viminale e regioni governate dal centrodestra.

Al ministero, infatti, ci si sta attrezzando per il trasferimento dei profughi nelle regioni che non hanno raggiunto la massima capienza e per la requisizione degli edifici pubblici, caserme comprese, dove ospitare gli stranieri. Già domani potrebbe cominciare il trasferimento in pullman delle 5mila persone appena arrivate e sistemate nei centri del Sud Italia.

Il piano, tuttavia, rischia di saltare dopo la minaccia di Maroni di tagliare i fondi ai sindaci che accoglieranno gli immigrati. Sulla stessa linea ci sono anche il veneto Zaia e il ligure Toti.

Polemico il ministro Angelino Alfano: “Vorrei tranquillizzare Maroni, farò ciò che fece lui al mio posto e chiederò ai sindaci ciò che ha chiesto lui il 30 marzo del 2011 in piena emergenza immigrazione. Lui ha oggi gli stessi poteri e gli stessi doveri che avevano i presidenti delle Regioni quando parlavano con l’allora ministro dell’Interno Roberto Maroni”.

Insomma, il contenzioso è aperto. Ovviamente lo strappo delle regioni del nord è un atto unilaterale che stride con il senso della solidarietà nazionale, ma si tratta anche della logica conseguenza dell’inettitudine del governo centrale, che non solo non fa nulla contro l’emergenza immigrazione, ma non sa neanche farsi valere in Europa per costringere almeno i partner dell’Ue ad accollarsi parte dell’onere.

In questo clima di menefreghismo internazionale è un po’ dura voler convincere poi gli amministratori locali a fare sacrifici che Roma non sa imporre a Bruxelles…

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