Lampedusa, sbarco immigrati clandestini dalla Tunisia.Roma, 18 ago – In Macedonia gli immigrati assaltano i treni e trasformano le stazioni in bivacchi di degrado e sporcizia. In Spagna assediano costantemente l’enclave di Melilla. In Grecia la situazione è al limite del caos. In Italia la delinquenza immigrata sta toccando picchi mai visti e i centri per i rifugiati sono gestiti più o meno a casaccio. A Calais c’è una bidonville a cielo aperto. Intanto nel Mediterraneo si continua a morire in modi orribili.

È questo il quadro che fa da sfondo alle discussioni in sede europea sull’immigrazione, tema su cui si sta ancora decidendo se sia il caso di decidere qualcosa.

La lentezza, l’inanità, l’inefficienza delle istituzioni europee sull’argomento fa spavento. Basti pensare che solo domenica, in un’intervista televisiva, Angela Merkel è arrivata a concludere che c’è bisogno di “una politica comune europea in materia di asilo”.

Roba che sarebbe stata intempestiva e banale un anno fa, e che oggi appare degna del teatro dell’assurdo.

In cui potrebbe recitare la sua parte anche l’ineffabile Renzi.

Fonti diplomatiche riportate da Repubblica esprimono un’immotivata soddisfazione perché “soltanto un anno fa tedeschi e svedesi consideravano gli sbarchi sulle coste del Mediterraneo come un problema dei paesi rivieraschi. Ci dicevano: sbrigatevela voi. Adesso hanno compreso che il problema riguarda tutti. Anzi è più loro che nostro”.

I tempi, i modi, i personaggi, i linguaggi di questo elefante burocratico che è l’Unione europea sembrano ormai fuori dalla storia. Se non si cambia registro, presto fuori dalla storia ci staranno anche i popoli europei.

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