Roma, 17 lug – Andrea Bianchi è il sindaco di Trenzano, comune in provincia di Brescia, finito sulla graticola mediatica negli ultimi giorni per un post pubblicato sulla sua pagina Facebook. “In questi giorni parlamentari, sottosegretari, prefetti e altri servi di questo #statodimerda in cui la gente muore sotto i cavalcavia che crollano, sono impegnati a censurare, rimuovere, impedire, travisare, mistificare ed infangare tutto ciò che rappresenta e fu fatto durante il Ventennio, o che anche solo lo ricordi. Il democratico #Fiano ha già pronta una legge… Continuate a governare e portare allo sfascio questo Paese, una volta grande, all’insegna del vostro #antifascismo e il #Fascismo inevitabilmente tornerà”. Parole che non sono sfuggite agli irreprensibili pretoriani dell’antifascismo. Abbiamo intervistato il sindaco di Trenzano per comprendere il suo punto di vista.

Polverone per il tuo post, Berizzi irreprensibile ha subito fatto un articolo. Ti aspettavi questo caso?

Non mi aspettavo clamore a livello nazionale però volevo comunque lanciare il sasso nello stagno, muovere qualcosa era la mia intenzione. Sono dalla parte della brava gente della mia comunità e non dalla parte dei maiali che ci governano. E se una pensionata che non sa usare Facebook scrive #statodimerda non se la fila nessuno, se scrivo io #statodimerda qualcuno almeno mi dà retta perché sono un sindaco. Non sarà la rivoluzione ma do voce al popolo e lancio un sasso nello stagno.

Cosa ne pensi della legge Fiano, del reato di apologia di fascismo etc.?

Più li sento parlare e vedo quello che fanno, più mi sento dall’altra parte. Se si sentono antifascisti non posso che definirmi fascista, mi fa specie che ci siano quelli che caratterizzano il loro agire politico solo in forza dell’antifascismo che è già ridicolo di per sè. Dichiarandosi antifascisti hanno licenza per fare vaccate e porcate nei confronti degli italiani restando immuni da da qualsiasi giudizio negativo. L’antifascismo è il patentino per fare quello che vogliono.

Sei stato denunciato, hai paura delle denunce?

No, ci sta. Sono già stato denunciato una volta dal vice questore Ricifari, se vai su Youtube e scrivi Ricifari vedi la caratura dell’uomo. Lui ha fatto caricare cittadini e pensionati, lui mi aveva denunciato all’epoca dell’hasthag #statodimerda. Sono stato processato in un processo a mio carico che nemmeno sapevo ci fosse stato, mi hanno solo notificato una condanna di tremila euro e una sanzione per vilipendio alla Nazione. Criticare lo Stato in maniera dura non è vilipendio, ho impugnato la condanna e dimostrerò che la Nazione è un’altra cosa. Una legge che ti condanna in termini economici già dimostra lo squallore degli enti con cui ci confrontiamo. Per certi reati dovrebbe esserci la galera, invece chi ha i soldi si può permettere di cagare sulla bandiera. Un finto profugo che arriva qui si può permettere di tutto. Sono schifato da questo Stato con cui da sindaco devo rapportarmi ogni giorno. Pensionati e disoccupati umiliati vengono umiliati e quindi mi capita di sbroccare, allo stesso modo vedo notizie di parlamentari che si impegnano a vietare la vendita di accendini di un personaggio storico italiano sul quale non si ha obiettività di giudizio.

Qual è il tuo giudizio su Mussolini?

Ha fatto cose giuste e cose sbagliate. Dire che abbia fatto tutte cose sbagliate a prescindere mi dà fastidio. Siamo un Paese che non ha fatto conti con la propria storia, chi ha vinto si è costruito una storia come gli faceva comodo. Non c’è serenità per analizzare la storia, non si analizzano cose positive fatte a quel tempo eppure si possono notare ancora oggi e a quel tempo ci furono anche riconoscimenti internazionali. Per me le leggi razziali del 1938 sono una schifezza, ma non fanno parte della dottrina fascista. Quello non è fascismo e sarebbe doveroso che nostri politici analizzassero le cose per quello che sono e non per partito preso, attraverso un antifascismo che oggi è ridicolo. Si occupassero delle famiglie, dei giovani. Come fa oggi un insegnante in una scuola pubblica a spiegare italiano e matematica a una classe di stranieri e a completare il programma didattico? Di queste cose non ne parla nessuno, perché se ne fregano dei cittadini italiani. Non se li fila nessuno, io invece sono sindaco e lo scrivo. Mi faccio portavoce della mia gente visto che chi sta a Roma non lo fa.  Spero che nel mio sfogo e nelle mie parole si riveda tante buona gente che si è rotta le palle di questa situazione. Ad essere troppo democratici si soccombe.

Con quale lista è stato eletto?

Il mio secondo mandato è iniziato nel 2013, contro avevo una lista civica che univa tutta la sinistra, avevo contro anche la Lega e Forza Italia. Sono stato eletto con una mia lista civica. Aggiungo che se è reato criticare lo Stato allora sono colpevole e mi costituisco. Mi daranno due o tre mesi. Se considerano le mie parole vilipendio alla Nazione invece non ci sto, è questo Stato che fa vilipendio alla nazione. Due sono i funzionari dello Stato “L’anche hanno cercato di fare qualcosa contro questa situazione, uno era Borsellino, l’altro Falcone. Adesso più che servitori dello Stato vedo tanti servi che per carriera e stipendi obbediscono ai loro padroni anche contro gli interessi nazionali e della brava gente, venendo meno al loro giuramento: servire il popolo.

a cura di Davide Romano

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