Roma, 17 lug – “Si tratta comunque di una legge giusta. L’impegno mio personale e del governo per approvarla in autunno rimane”. Paolo Gentiloni giustifica così la pietra (momentanea) posta sopra il ddl sullo Ius Soli e lo “schiaffo” rifilato a Renzi, visto che proprio l’ex premier aveva esercitato pressioni per una rapida approvazione della legge. Gentiloni prova a rassicurarlo con quel “si tratta comunque di una legge giusta” ma intanto rimanda la discussione sul provvedimento a data da destinarsi con queste parole: “Tenendo conto delle scadenze urgenti non rinviabili in calendario al Senato e delle difficoltà emerse in alcuni settori della maggioranza non ritengo ci siano le condizioni per approvare il ddl sulla cittadinanza ai minori stranieri nati in Italia prima della pausa estiva“.

Eppure fino a poco più di un mese fa il governo parlava dell’approvazione dello Ius Soli come di una “battaglia di civiltà” e la concessione della cittadinanza ai minori stranieri nati in Italia veniva raccontata come “un’urgenza”. A far cambiare idea a Gentiloni, oltre al fatto che la maggioranza degli italiani si dice contraria al provvedimento, l’idea di non avere i numeri in Senato per far approvare la legge e di non voler correre il rischio, almeno per il momento, in piena emergenza sbarchi e scontro con l’Europa sulla questione immigrazione, di porre un voto di fiducia dal risultato incerto. C’è poi la volontà di non concedere assist alle opposizioni come la Lega, che con Salvini rivendica il risultato dello slittamento grazie alla bagarre organizzata in aula con i senatori leghisti, ma anche a quelle più radicali come CasaPound, protagonista già nel giorno dell’arrivo del ddl a palazzo Madama di dure contestazioni di piazza.

Per facilitare l’approvazione dello Ius Soli si era già messa in moto tutta la macchina propagandistica di Repubblica e compagnia, dove tra storie strappalacrime e vip schierati a favore, i contrari al provvedimento venivano dipinti come degli orchi intenti a rubare l’infanzia dei poveri minori migranti. E’ anche per questo che da sinistra non potevano non mancare dure critiche a Gentiloni, accusato di “cedimento a destra” da Roberto Speranza di Mdp: “Per noi lo ius soli è e resta una priorità. Ogni arretramento o rinvio è un errore. Soprattutto in questo momento. Nessun cedimento culturale alla propaganda della destra“.

Dalle fila governative tra i più soddisfatti spicca Alfano, che senza mezzi termini spiega come la questione dello slittamento sia legata a questioni di consenso e opinione pubblica, garantendo il suo sì allo Ius Soli ma “senza che il dibattito si mescoli alla faticosa gestione dell’emergenza di questi giorni“. Nonostante i tentativi della propaganda buonista di negare la realtà, il collegamento tra concessione della cittadinanza e immigrazione è evidente a tutti, anche ai promotori della legge, che alla luce dei migliaia di sbarchi al giorno hanno preferito soprassedere. Almeno per il momento. La battaglia per fermare lo Ius Soli è solo rinviata.

Davide Romano

Commenti

commenti

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here

quattordici + 19 =