assemblea_ceiRoma, 11 ago – Non si ferma la campagna politica immigrazionista della Chiesa cattolica. Dopo il durissimo attacco del direttore del quotidiano cattolico Avvenire, Marco Tarquinio, che ha sostanzialmente definito Salvini un amico dei tagliagole e dei dittatori, ora tocca a monsignor Nunzio Galatino, segretario generale della Cei.

L’alto prelato, intervistato da Radio Vaticana, ha detto: “Sentiamo parlare di ‘insopportabilità’ del numero di richiedenti asilo: è un atteggiamento alimentato da quattro piazzisti da quattro soldi che pur di prendere voti, di raccattare voti, dicono cose straordinariamente insulse”.

La vecchia distinzione su ciò che è di Cesare e ciò che è di Dio, evidentemente, sembra non essere più attuale, in Vaticano. Diventa quindi lecito stilare tabelle dei buoni e dei cattivi, dare ordini e prescrizioni morali ai politici, stabilire chi si comporta in modo etico e chi no.

A Galatino ha comunque risposto per le rime il leader della Lega Nord Matteo Salvini: “Chi difende questa invasione a distanza”, ha detto ad Affari Italiani, “o non capisce o ci guadagna. Non si tratta di essere cattolici o no, si tratta di buonsenso. Sono felice del sostegno che arriva, a me e alla Lega, da tante donne e uomini di Chiesa senza le fette di salame sugli occhi e le tasche piene”.

E ha poi aggiunto: “La mia non è una polemica con la Chiesa ma con qualcuno che straparla e fa politica a nome della Chiesa”.

Giuliano Lebelli

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