Roma, 10 dic – L’ex vicepresidente degli Stati Uniti ai tempi della presidenza Obama, Joe Biden, ha avuto gli onori della cronaca nostrana perchè in una intervista alla rivista Foreign Affairs ha scelto di parlare di un tema di politica interna italiana, scatenando il dibattito sui nostri giornali. Biden in breve ha asserito, in un discorso in cui veniva affrontato complessivamente il fantomatico tentativo di Putin di influenzare l’occidente e si dipingeva la Russia come il vero nemico della libertà, che la propaganda Russa ha influito sul “no” al referendum che costrinse alle dimisissioni Renzi e che esistano prove circostanziate di aiuti da parte di Putin alla Lega Nord (dipinta come movimento “nazionalista” e questo già dovrebbe far capire quanto superficiale sia la conoscenza del panorama politico nostrano a questo signore) ed al Movimento Cinque Stelle. Ovviamente di tali “circostanziate prove” non è dato vedere nulla pertanto possiamo presumere che siano le stesse che riguardano le famose armi chimiche di Saddam e pertanto non esistano. Così come è quanto meno curioso affermare che Putin abbia aiutato il “no” al referendum visto che Obama in persona si spese per il “Sì” ai tempi su richiesta di Renzi.

La questione è talmente ridicola da non meritare troppo approfondimento: semplicemente Biden sta cercando di occupare spazio sui media nel tentativo di essere preso in considerazione dal proprio partito per le elezioni presidenziali del 2020. Trump sarebbe entusiasta di averlo come avversario: negli Usa è considerato un gaffeur di primo di livello, capace di dire sciocchezze talmente grandi da mettere in imbarazzo continuamente i propri sostenitori. Esistono in realtà voci peggiori su alcuni suoi vizi, ma lasciamo al lettore la libertà di controllare cosa si dice di Biden nella società americana.

Quel che è interessante è che il giornalismo italiano ha immediatamente rilanciato la notizia, senza verifiche, senza commenti che non fossero apologetici e di fatto tirando la volata ad un Pd che, nel panico più totale dato dai sondaggi che lo vedono in picchiata, non ha alcuna proposta politica plausibile che non sia “lotta al fascismo” e “lotta alle fake news”: in un eterno continuare quella narrazione di “paese in emergenza democratica” che ci raccontano dal primo governo Berlusconi; un racconto reso parecchio meno credibile dal fatto che ora al governo ci sono stati loro. Il Pd stesso tramite il deputato Michele Anzaldi ha chiesto al ministro degli Esteri Angelino Alfano di convocare gli ambasciatori di Russia e Stati Uniti per avere chiarimenti sulla questione, nell’evidente tentativo di delegittimare i propri avversari politici.

Appare chiaro che il Pd, dopo aver rinviato le elezioni fino all’ultimo momento concesso dalla legge, dopo aver approvato una legge elettorale che li avvantaggiasse e sulla quale hanno dovuto porre la fiducia, deve comunque confrontarsi con un dato fondamentale: oggi l’elettorato italiano, anche buona parte di chi in passato ha votato Pd, li ritiene una classe politica nel migliore dei casi incompetente e nel peggiore dei casi corrotta. I sondaggi li danno sotto il 25% e mostrano i consensi in calo settimana dopo settimana, tra elettori che cambiano idea e militanti smobilitati: se tutto va bene, dovremo sopportare questa classe dirigente ancora per poco tempo.

Guido Taietti

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