ueBruxelles, 12 Novembre – Dopo 16 ore di negoziati, il Consiglio e il Parlamento Ue hanno raggiunto l’accordo sul bilancio 2014, avviando lo sblocco alla programmazione 2014-2020 e trovando una soluzione alla querelle relativa ai fondi rimasti del budget 2013. L’accordo prevede 142,64 miliardi per impegni di spesa (importi autorizzati in favore di programmi o progetti che possono essere iscritti in un determinato esercizio, impegnano l’Unione nei confronti di un beneficiario) e 135,505 miliardi per i pagamenti (fondi veri e propri – liquidi – erogati dagli Stati membri a saldo dei programmi europei forniti dai diversi beneficiari). Si tratta di un accordo fondato sul doppio taglio dei tetti di “impegni” (9,4% in meno rispetto al budget 2013) e “pagamenti” (9,5% rispetto al 2013).
Giovani e ricerca vengono presentati come il cavallo di battaglia della programmazione europea 2014-2020, il primo anno della stessa però si apre con la necessità di far fronte al problema migrazioni, é prevista quindi l’ennesima manovra di emergenza per un’Europa che programma solo soluzioni-limite e scarsamente efficienti.
Horizon 2020, il programma dell’Unione per la ricerca e l’innovazione, finalizzato alla creazione di crescita e occupazione in Europa, si aggiudica 9 miliardi di “impegni” e 6 di “pagamenti”, mentre 3,9 miliardi di “impegni” e 0,9 miliardi di “pagamenti” serviranno da starter per la Yought Guarantee, programma di interventi “qualitativamente validi” a sostegno dell’aumento dell’occupazione giovanile. Con estremo rammarico della Gran Bretagna e dei Paesi rigoristi da questa guidati, che per tutto il periodo del braccio di ferro tra Consiglio e Parlamento hanno osteggiato i fondi relativi a ricerca, scambi giovanili e creazione d’impresa, sono aumentati i tetti previsti anche per Erasmus (137,5 milioni in più su 1,6 miliardi totali) e per Cosme -programma di sostegno delle Pmi – che vede un aumento di 31,7 milioni.
L’accordo, secondo quanto dichiara la presidenza lituana, ha previsto di “rafforzare il finanziamento per far fronte alle migrazioni”, si aggiudicano maggiori fondi Frontex, l’Ufficio europeo per l’asilo (Easo) e l’Europol. Ben 785 milioni di fondi saranno invece destinati per aiuti umanitari a favore dei rifugiati siriani e di Lampedusa, ennesima previsione “tappa buchi” in mancanza di soluzioni concrete – da un punto di vista politico e normativo – al fenomeno delle migrazioni clandestine.
Risultato positivo per lo sblocco dei fondi rimanenti dal budget 2013. È stato infatti raggiunto il compromesso per cui dei 400,5 milioni di euro del fondo di solidarietà per le calamità – previsti per le inondazioni della primavera scorsa in Germania, Austria e Repubblica Ceca e per gli incendi 2012 in Romania – 250 milioni dovranno essere pagati con fondi stornati dal bilancio 2013, tra le disponibilità di spese esaurite nell’anno in questione.
Ridicola infine appare la previsione di 134,9 milioni del Fse (Fondo sociale europeo) per finanziare il programma di aiuti per i poveri, tenendo presente che in Europa il 24% della popolazione si trova a rischio povertà.

Melania Fiori

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