grilloRoma 10 ott – È peggio un partito di scalmanati o un leader che non riesce a tenerli a bada? Nel M5S, il problema non si pone, ci sono entrambe le cose. I senatori grillini Cioffi e Buccarella, hanno presentato un emendamento sullo stop al reato di clandestinità, approvato in commissione Giustizia. Poco dopo, Grillo e Casaleggio nel loro blog hanno condannato l’iniziativa. “La posizione espressa dai due eletti in Commissione Giustizia – si legge nel blog di Grillo- è del tutto personale. Non è stata discussa in assemblea con gli altri senatori, non faceva parte del programma votato da otto milioni e mezzo di elettori, non è mai stata sottoposta ad alcuna verifica formale all’interno. Non siamo d’accordo sia nel metodo che nel merito. Nel metodo perché un portavoce non può arrogarsi una decisione così importante su un problema molto sentito a livello sociale senza consultarsi con nessuno”. Grillo non ha solo contestato il metodo con cui la proposta è stata presentata ma ne respinge anche il contenuto: “Lampedusa è al collasso e l’Italia non sta tanto bene. Quanti clandestini siamo in grado di accogliere se un italiano su otto non ha i soldi per mangiare?”, ha proseguito il comico genovese.

Eppure il M5S non è nuovo a episodi del genere. Ci furono disaccordi tra Grillo e gli eletti per la presentazione del ddl relativo ai diritti sugli omosessuali e sull’omofobia e per la mozione sugli F-35. Ma questa volta il tema era troppo caldo e Grillo, che sa che abolire il reato di clandestinità significherebbe dare la mazzata definitiva all’Italia, ha preso duramente posizione. “Se durante le elezioni politiche avessimo proposto l’abolizione del reato di clandestinità […]il M5S avrebbe ottenuto percentuali da prefisso telefonico”- ha dichiarato per rincarare la dose. La politica 2.0, fatta da parlamentari e senatori eletti grazie ai “mi piace” ottenuti su Facebook, senza un collante forte, doveva essere l’alternativa rivoluzionaria e aveva promesso di aprire il Parlamento “come una scatoletta di tonno”. Ha aperto, per adesso, solo le frontiere della nazione.

Roberto Guiscardo

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