Franco GabrielliRoma, 6 ago – Castelnuovo di Porto, Sacrofano, Sant’Oreste, Morlupo. Sono questi i quattro comuni dell’hinterland romano sui quali si sta concentrando il prefetto FRanco Gabrielli a collaterale dell’inchiesta su Mafia Capitale. “Ho quattro comuni a rischio scioglimento, che sono stati oggetto di accessi delle commissioni. Nei prossimi giorni definiremo una valutazione che porteremo all’attenzione del ministro dell’Interno”, ha spiegato Gabrielli.

Il prefetto scende anche nel dettaglio delle infiltrazioni e della presenza criminale a Roma e dintorni: “I sodalizi storici vedono la capitale come un terreno strategico per il riciclaggio del denaro sporco, tant’è che la mappa della criminalità organizzata nell’area di Roma individua attive affiliazioni delle tre mafie storiche ognuna in zone precise, il che lascia supporre un accordo spartitorio sia per zone che per interessi”. A fare la parte del leone sarebbero cosche legate alle ‘ndrine calabresi.

Una situazione così degradata tanto che “Roma e la sua provincia presentano fattori che continuano a renderle permeabili ai traffici illeciti delle organizzazioni criminali”, spiega sempre Gabrielli, che rileva come sia il degrado una delle cause: “I media nazionali ed esteri hanno dato grande risalto al degrado nel comune di Roma che non solo incide sulla qualità della vita ma rischia anche di alimentare il terreno di coltura della criminalità organizzata. In un tessuto urbano così ampio il fenomeno si presenta nei municipi a macchia di leopardo, che non risparmia neanche quartieri centrali o semicentrali. Sono, peró, le periferie a soffrire maggiormente, come l’area del Pigneto dove negli ultimi giorni ci sono state due aggressioni alle forze dell’ordine”. Quelle stesse periferie dove Gabrielli non si fa però scrupolo ad insediare o tentare di insediare, arrivano fino a manganellare inermi cittadini italiani, centri di accoglienza per presunti profughi, scelta che certo non aiuta ad affrontare il problema del circolo vizioso delle periferie.

Nonostante il quadro a tinte foschissime da lui stesso dipinto e nel quale le responsabilità dell’amministrazione emergono abbastanza chiare, il prefetto non ha però chiesto lo scioglimento del Campidoglio. E nemmeno è previsto che Alfano commissari di sua sponte la giunta Marino. Estrema solerzia con i piccoli centri, passi felpati nei confronti della capitale. Che le voci che danno Gabrielli come papabile candidato del Pd alla prossima tornata al posto del fallimentare Marino non siano solo una speculazione?

Filippo Burla

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