04/11/2014 Tenuta Redicicoli a via di Settebagni. Presentazione dei vincitori del primo bando pubblico per l'assegnazione di aree agricole di proprietà di Roma Capitale. Il sindaco Ignazio Marino
04/11/2014 Tenuta Redicicoli a via di Settebagni. Presentazione dei vincitori del primo bando pubblico per l’assegnazione di aree agricole di proprietà di Roma Capitale. Il sindaco Ignazio Marino

Roma, 4 set – All’inizio tutti pensavano che fosse una manifestazione di solidarietà con i compagni arrestati. E invece no, incredibilmente il Pd romano è sceso in piazza per la legalità. O almeno sono scesi in piazza quelli ancora a piede libero.

L’appuntamento era a piazza Don Giovanni Bosco, quella del funerale di Vittorio Casamonica. E tutti si riferiscono a quell’evento come se riguardasse una città amministrata da altri.

Addirittura a un certo punto è comparso persino il sindaco della città, rientrato dalla sua interminabile vacanza dall’altra parte del mondo. Ignazio Marino è stato accolto dal consueto calore: “Vergogna”, “vai a casa, non sei degno di Roma”, “dove stavi quel giorno, a’ pija i tonni?”. Attorno a lui una scorta di venti persone, perché quando uno è amato va protetto dal calore dei fan.

Come fa sempre in questi casi, questo uomo palesemente inadeguato ha tentato di uscire dall’angolo alzando inaspettatamente i toni: “La presenza delle persone in questa piazza testimonia che Roma è una città antinazista, antifascista e antimafia. Così come in passato abbiamo cacciato nazisti e fascisti dalla città, cacceremo anche la mafia”.

Fa sempre così, quando è sotto pressione “sbrocca”, spesso citando i fascisti. E mentre si immagina nelle vesti di un improbabile capo partigiano giustiziere di fascisti – cosa che peraltro a Roma non si è vista neanche durante la Seconda guerra mondiale, tant’è che la Resistenza dovette accendere la miccia di via Rasella per procurare la reazione tedesca e scuotere la capitale dall’apatia – il sindaco è sempre più solo.

Un primo cittadino che praticamente ormai vive in una bolla: non può più avere contatti con la gente, anche di sinistra, perché sa che finirebbe male. Ieri, atterrato all’aeroporto di Fiumicino alle 12.55 con un volo di linea Alitalia, si è addirittura fatto prelevare sottobordo e, con la scorta, è stato fatto uscire dall’aeroporto direttamente da un varco decentrato. Con la vettura scortata ha lasciato l’aeroporto, diretto a Roma. Nel viaggio, probabilmente, ha giocato con i soldatini. E lì ha cacciato un sacco di nazisti e mafiosi.

Giorgio Nigra

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