maròCanberra, 29 Luglio – Arriva dall’Australia la dura presa di posizione contro ignavia e immobilismo del Governo italiano, non differente da quelli che l’hanno preceduto, se non peggiore.

E non si tratta di un intervento qualsiasi, né di un politico o di un civile: è il Capitano di Fregata Antonio Colombo, rappresentante militare del Cocer della Marina, a tuonare ai microfoni della radio di Stato australiana Sbs Network, facendo peraltro nomi e cognomi: “La cosa che non mi piace – spiega Colombo – è che non ho ancora sentito nemmeno una volta Renzi, la Mogherini, non parlano mai di questi ragazzi! Ma perché non parlano? Li ignorano. Vogliono fare in modo che la cosa cada nel dimenticatoio? Io non lo capisco, e non lo dico da militare ma da italiano”.

Il Capitano continua annunciando iniziative forti di sensibilizzazione: “Sono pronto a festeggiare i 1.000 giorni di permanenza in India dei ragazzi che avverrà il 12 di novembre – spiega il militare. Cercheremo di attirare l’opinione pubblica con qualche forma di iniziativa, per far riflettere che 1.000 giorni lontani dagli affetti, lontani dal Paese, lontani dalla divisa, lontani dallo svolgere quotidianamente un lavoro veramente importante e impegnativo, sono pesanti e lunghi.”

Secondo l’esponente del Cocer “ci sono delle motivazioni economiche dietro alla decisione di rimandare i Marò in India. Ecco perché nonostante si tratti di un paese che ha ancora in vigore la pena di morte, e ci sarebbero stati mille motivi per farli rimanere in Italia, si è deciso di fare il contrario e di rimandarli indietro “.

Infine, l’ultima bordata contro Renzi: “E’ partito con il piede sbagliato in sede Ue, non ha detto una parola nel suo discorso, e questo per noi militari è stato un grosso schiaffo.”
“E’ inspiegabile che dei Marò non parli la Comunità Europea – conclude il Capitano di Fregata – ma è inspiegabile anche che l’Onu nei vari incontri sull’argomento pirateria e antipirateria ignori completamente questa vicenda”. “Nei primi passaggi che abbiamo fatto parlando dei fucilieri incontrando le istituzioni, ci è stato chiesto profilo basso”, aggiunge Colombo, secondo il quale “farli giudicare e condannare in India sarebbe un segnale pessimo per tutti i miei colleghi che stanno operando in ambito internazionale, e sono tanti. Sarebbe un segnale pessimo e assolutamente non è da accettare”.

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