Forza Italia implode. E ora Salvini deve guardarsi dall’assalto dei riciclati

salvini-berlusconiRoma, 1 feb – Il vero sconfitto da questa elezione del Presidente della Repubblica è senza dubbio Silvio Berlusconi. Non solo si è fatto raggirare da Renzi come fosse un bambino, ma anche i suoi tempi di reazione dopo la mossa renziana sono apparsi elefantiaci.

Almeno tre opzioni hanno ballato sul tavolo per giorni: scheda bianca a oltranza, l’uscita dall’aula o la convergenza su Mattarella. La scelta della bianca ha ovviamente dato il via alla conta impietosa. Alla fine mancano all’appello circa 35 voti. È lo strappo dei fittiani? I diretti interessati smentiscono, ma in un partito balcanizzato come questo non lo sapremo mai.

Ovviamente c’è anche chi sostiene che quanto avvenuto per il Quirinale non sia la fine del Patto del Nazareno, ma una sua evoluzione. Insomma, volendo semplificare: che Renzi e Berlusconi siano sempre stati d’accordo. Può darsi, ma si tratta comunque di un accordo in cui l’un contraente ha ormai un peso sproporzionato. Berlusconi sconta ormai una aperta sudditanza al premier e forse non gliene frega neanche più di tanto: Forza Italia è di fatto un partito che non esiste più e il suo leader punta ormai soltanto a difendere i propri interessi, senza più ambizione politica alcuna.

E ora cosa resterà del centrodestra? È ovvio che l’implosione di Forza Italia lascia un vuoto enorme che andrà riempito. Da chi? Solo un nome si staglia all’orizzonte: quello di Matteo Salvini, che del resto già volava nei sondaggi. Può “l’altro Matteo” ambire addirittura a essere il leader dell’intero centrodestra? Può darsi. Ma bisogna anche vedere quanto faccia davvero comodo al segretario leghista aprire le fiancate del suo carro del vincitore e far salire tutti i profughi berlusconiani e alfaniani.


Già si vocifera di un asse Salvini-Meloni-Fitto, con i tre leader ciascuno “viceré” di una porzione della penisola. Intanto Barbara Saltamartini lascia Alfano e viene data come imminente salviniana. Ora si tratta solo di vedere se questa nuova linfa non possa in realtà annacquare un messaggio che finora ha trionfato perché ha attaccato e ha radicalizzato laddove altri difendevano e moderavano.

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