11181187_10205925845019198_8040584607715255031_nBolzano, 26 giu – Doppio colpo di scena a Bolzano: dopo la clamorosa messa in minoranza del sindaco Luigi Spagnolli (Pd), appena rieletto, ieri sera è arrivato un salvataggio in extremis della giunta. Con quali mezzi ce lo spiega Andrea Bonazza, consigliere di CasaPound Italia nel capoluogo altoatesino.

Andrea, cosa è successo ieri al Comune di Bolzano?

È successo che in 24 ore Spagnolli è riuscito a far rientrare i verdi in giunta a patto che il Comune faccia retromarcia sul progetto Benko, che ha pesato su tutta la vicenda. Questo ha permesso al sindaco di salvarsi.

Alt, spieghiamo ai non bolzanini. Cos’è il progetto Benko?

René Benko è un imprenditore austriaco. È uno dei 50 uomini più ricchi d’Austria e possiede il più grande gruppo privato austriaco attivo nel settore immobiliare. Ha anche avuto due condanne in Austria e ha legami molto chiacchierati. Il suo progetto è quello di acquistare un’area vicino alla stazione che oggi è totalmente degradata, riqualificarla e farci un centro commerciale. Peccato che nel Piano regolatore di Bolzano, fermo da 10 anni, sia scritto che quell’area doveva riqualificarla il Comune, non certo dei privati stranieri.

E questo cosa c’entra con le vicende della giunta?

Semplice, la consigliera del Svp che ha votato contro Spagnolli è legata a Benko e rappresenta i suoi interessi. Quando gli ecosociali, cioè verdi ed estrema sinsitra, hanno mosso delle critiche al progetto lei non ci ha pensato due volte e ha detto “nein”. Si è trattato di un’ingerenza lobbistica bella e buona.

Da lì è partito quello che molti hanno definito un vero e proprio “mercato delle vacche”…10177975_10205925845339206_3198700248680341108_n

Esatto. Emblematico il caso di Luciano Giovanelli, consigliere eletto con la lista “Nuova città con Duzzi” dopo una campagna elettorale dai toni molto “di destra” e con feroci attacchi a Spagnolli. È bastata la promessa di un posto da assessore per fargli cambiare idea.

Quanto è solido il nuovo equilibrio trovato?

È decisamente precario. Consideriamo che Svp è liberista, poi ci sono Rifondazione, Sel e Verdi, e in mezzo il Pd. Hanno idee diverse su tutto quello che riguarda la città.

Il finale della seduta di ieri è stato molto caldo, sembra…

Certo, perché le opposizioni si sono rifiutate di votare “no” per non legittimare la nuova maggioranza. Siamo quindi usciti dall’aula e abbiamo raggiunto i cittadini infuriati. Gli esponenti di centrosinistra, quando sono usciti, hanno rischiato di essere linciati. Io ho anche rubato la bandiera del municipio, con cui ho fatto un giretto in piazza. Poi mi sono corsi dietro i vigili e l’ho dovuta riconsegnare.

Che impressione ti hanno fatto questi primi giorni dentro le istituzioni?

È uno schifo. Ti accorgi davvero come la burocrazia sia la palude del fare. Ognuno è pronto a prostituirsi. Ho visto più marcio in 20 giorni da consigliere che in 20 anni da militante.

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