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Gianluca Battaglia, il superconsulente da 1100 euro al giorno del sindaco De Magistris

Napoli, 16 mar – Non bastavano le inchieste del fu magistrato finite, nella maggior parte dei casi, nel nulla o quasi. E nemmeno il controverso rapporto con i centri sociali, tirapiedi del sindaco e allo stesso tempo protagonisti della devastazione della città in occasione della visita di Salvini. All’orizzonte si profilano nuovi guai per Luigi De Magistris, che mentre si candida per battere proprio il segretario leghista nella corsa a premier deve però fare i conti con l’arresto di Gianluca Battaglia, ‘superconsulente’ del primo cittadino.

Poco più che quarantenne, figlio dell’alta borghesia cittadina, laurea in economia alla Federico II e dottore commercialista presso lo studio di famiglia, Battaglia non è un nome nuovo nella storia politica cittadina. Già componente del collegio dei revisori dei conti del comune di Napoli sotto la Iervolino, l’incarico gli è stato confermato dal successore durante il suo primo mandato. Uscito dal collegio al termine dei primi cinque anni di De Magistris da sindaco, la sua carriera da consulente pubblico non si è però fermata. Fra una cena elettorale di supporto all’ex sostituto procuratore e una firma di convalida al bilancio regionale del Pd, infatti, è stato liquidatore delle disastrate Terme di Agnano, ma più di tutte spicca il lavoro di valutazione della partecipazione comunale in Gesac, Gestione servizi aeroporti campani, società costituita nel 1980 e sotto il cui controllo ricade l’aeroporto internazionale di Napoli-Capodichino. Per questo ulteriore incarico, Battaglia ha percepito qualcosa come 22mila euro e dispari per complessivi 20 giorni di lavoro: fanno circa 1100 euro al giorno, fine settimana inclusi.

Il cursus honorum del commercialista sembra però arrivato al capolinea. L’arresto è scattato ieri, nell’ambito di una vasta operazione per appalti e camorra, che ha portato dietro le sbarre o ai domiciliari quasi 70 uomini di spicco del sistema campano: oltre al fidato uomo di De Magistris sono stati sottoposti a misure cautelari anche i sindaci di Aversa e Pompei, l’ex primo cittadino di San Giorgio a Cremano e l’ex assessore regionale al turismo (che tutt’ora siede in consiglio tra le fila di Ncd) Pasquale Sommese, insieme a numerosi professionisti, amministratori pubblici e perfino docenti universitari. Le accuse sono gravissime: corruzione e turbativa d’asta, in combutta con la criminalità organizzata. L’inchiesta è partita dalla ristrutturazione di Palazzo Teti Maffuccini a Santa Maria Capua Vetere, che ironia della sorte doveva diventare un “Polo della Legalità” ma si è trasformato in un giro di tangenti. Seguendo le mazzette, gli inquirenti coordinati da Dda e Guardia di Finanza di Napoli hanno scoperchiato un vaso di Pandora che coinvolge imprenditori, politici e notabili locali. Fra i quali anche Battaglia, che avrebbe intascato 10mila euro per ‘aggiustare’ un bando di gara per la costruzione di un forno crematorio a Pompei.

Nicola Mattei

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