Padova, se mi scappa il profugo: accoglienza o etnomasochismo?

Taranto, arrivo dei profughi libici da LampedusaPadova, 12 dic – Cinquanta profughi siriani o presunti tali – visto che non si sono fatti identificare – sono ‘scomparsi’ ieri da Monselice, in provincia di Padova, probabilmente alla volta del Nord Europa, dove risiederebbero le loro famiglie.

I cinquanta (40 uomini, due donne e otto bambini) sembravano ben organizzati e ben preparati rispetto alla labile normativa italiana. Hanno infatti rifiutato di fornire le loro generalità consci del fatto di non poter essere trattenuti per più di dodici ora anche in presenza di un rifiuto di identificarsi. Le autorità non hanno potuto quindi fare altro che denunciarli a piede libero. In altre parole, un buffetto a distanza.

Dure sono state le parole del governatore veneto Zaia: “Il bollettino del caos Mare Nostrum/Triton oggi ci dice che in Veneto si sono persi nel nulla 20 migranti destinati a Santorso, scappati durante un sosta a Verona, e 50 siriani, che dovevano andare a Monselice, spariti dopo 12 ore. Altri 70 fantasmi in giro per il territorio, a soffrire o a delinquere a seconda dei casi”.

“Il tutto – ha proseguito Zaia – mentre dei nordafricani circondano e aggrediscono dei Carabinieri a Padova. Sappiano a Roma che il Veneto e i veneti non sono disponibili a fare la parte degli ostaggi in casa loro, perché siamo gente paziente e ragionevole al punto che già ospitiamo più di 500mila immigrati regolari con una perfetta integrazione, ma a tutto c’è un limite”

Al di là del fatto specifico, va ancora  una volta sottolineata la completa inefficacia delle normative italiane nel far fronte all’emergenza dell’immigrazione clandestina. Ingressi irregolari che non si possono né controllare né sanzionare, mentre i fautori delle politiche ‘inclusive’ continuano a cianciare di ‘immigrazione come ricchezza’, proprio nei giorni in cui l’inchiesta su mafia capitale mostra anche a chi si rifiutava di vedere quali siano i reali interessi che si celano dietro al business dell’accoglienza. E’ del tutto evidente che, tramite il rifiuto di farsi identificare di fatto non sanzionato, qualsiasi sedicente profugo in presunta fuga da presunte guerre (ovvero quanto dichiarato dal 99% degli immigrati clandestini) può non solo lasciare il’Italia come in questo caso – probabilmente il minore dei mali – ma anche scorrazzare indisturbato nel Paese senza identità e senza leggi da rispettare. Il sogno, insomma, di qualsiasi criminale.


Cultura dell’accoglienza, o etnomasochismo?

Cristiano Coccanari

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