Rosy Bindi - Vincenzo De LucaRoma, 3 giu – L’aria tesa nel Partito democratico diventa tempesta e dalle polemiche sui giornali si finisce alle denunce in tribunale.

Il neopresidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, ha twittato: “Oggi ho presentato in questura la denuncia a Rosy Bindi per diffamazione, attentato ai diritti politici costituzionali e abuso d’ufficio”.

Ad accendere la miccia è stato l’inserimento di De Luca nella lista dei cosiddetti “impresentabili”, ovvero i candidati alle amministrative la cui posizione giudiziaria viola il “codice etico” sottoscritto dai partiti. E poiché la scelta di De Luca – che ha dei guai con la legge Severino e potrebbe a breve essere dichiarato decaduto subito dopo essere stato proclamato governatore – è stata una mossa renziana mentre alla Commissione Antimafia che ha redatto la lista c’è la dissidente dem, Rosy Bindi, in molti nell’entourage del premier hanno pensato a una vendetta correntizia.

La Bindi, tuttavia, rispedisce al mittente le accuse: “Quella di De Luca è una denuncia priva di ogni fondamento, un atto puramente strumentale, che ha scopi diversi da quelli che persegue la giustizia e che pertanto non mi crea alcuna preoccupazione”.

La deputata del Pd ieri ha risposto alle accuse del suo partito: “Ritengo di avere diritto a un risarcimento, perché sono molti anni che servo questo Paese, e le mie battaglie le ho sempre fatte a viso aperto. Chiedo le scuse da parte del mio partito: non si può arrivare a diffamare così una persona che sta svolgendo il proprio ruolo istituzionale”.

Roberto Derta

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