Hungarian citizens wave flags during a dBudapest, 17 apr – A pochi giorni dal grande risultato ottenuto dallo Jobbik alle ultime elezioni politiche, abbiamo intervistato Márton Gyöngyösi, parlamentare del movimento nazionalista ungherese. Politologo, economista e vice presidente della Commissione Affari Esteri dell’Assemblea Nazionale, Màrton ci ha spiegato le posizioni dello Jobbik su alcuni temi delicati.

 

Lo Jobbik è il vero vincitore di queste elezioni, come giudicate questo risultato e quali sono le principali differenze tra il vostro movimento e quello di Orban?

Certo, le elezioni sono andate bene. Ma all’indomani del voto non eravamo soddisfatti: pensavamo di aver fatto meglio, volevamo vincere e governare il Paese. Resta il fatto che lo Jobbik rimane il più forte partito di opposizione in Ungheria, l’unico che aumenta i suoi consensi. Il partito di Orban e i socialisti perdono terreno. Alle elezioni europee e a quelle locali di questo autunno, faremo sicuramente meglio.

Orban è parte della casta politica che, negli ultimi anni, ha condotto l’Ungheria sull’orlo di una catastrofe: abbiamo perso la nostra ricchezza nazionale, le nostre proprietà e le nostre industrie, la corruzione dilaga. Orban non ha mai rappresentato gli interessi dell’Ungheria. Noi in questo sistema non ci siamo mai stati.

I media europei dicono che lo Jobbik sia un movimento razzista ed antisemita, dicono il vero?

Noi siamo abituati ad essere onesti: il nostro programma ha come unico fine la prosperità dell’Ungheria e combattiamo tutto ciò che la contrasta. Quello dei rom è un grave problema. Sono improduttivi e gravano sullo Stato sociale. Noi vogliamo risolverlo ma non per questo ci sentiamo razzisti. Analogamente, il fatto che riteniamo spesso discutibile la politica israeliana non può renderci degli antisemiti tout court.

Qual è la vostra opinione su Unione Europea e Bce?

Facciamo subito una precisazione: noi non siamo contro l’Europa, anzi la vorremmo ricca e prospera. Noi siamo contro l’Ue, che è una vera catastrofe per chi vi aderisce. A partire dal trattato di Maastricht, l’Ue è diventata sempre più simile all’Unione sovietica: oppressiva, centralizzata, corrotta, piena di burocrati. Spesso chi perde le elezioni nei vari Paesi europei diviene poi un burocrate a Bruxelles. E negli ultimi anni l’Ue detta la politica economica di tutti i Paesi, senza che questi possano ribellarsi. Lo Jobbik vuole un’Europa di nazioni forti che cooperino per un beneficio reciproco.

Il vostro leader, Gabor Vona, ha detto che tra i suoi riferimenti culturali ci sono Evola, Guénon ed Eliade. Lo Jobbik ha una visione spirituale della politica?

Assolutamente sì. Noi non siamo “conservatori” o “di destra”. Noi siamo gli unici in Europa ad essere tradizionali e a voler conservare il vero retaggio europeo contro il liberalismo, la forza demonica che sta distruggendo il nostro continente.

Qual è la vostra posizione sulla rivolta ucraina?

La nostra posizione è stata chiara sin dall’inizio: l’Ucraina è il teatro dello scontro tra ovest (Ue e Usa) ed est (Russia). L’opposizione di piazza Maidan è molto variegata, ci sono quelli di Pravy Sektor, Svoboda, i liberali etc. Tutti sostenuti da Ue, Cia, Mossad e organizzazioni non governative come la “Soros Foundation”. Interessante è notare come i media occidentali abbiano demonizzato la Russia che in realtà è stata sempre a guardare, almeno fino alla fine dei Giochi Olimpici. Certo Yanucovich era corrotto, come lo sono tanti politici occidentali, ma è stato pur sempre eletto dal popolo. In occidente i leaders  vengono rimossi tramite elezioni, come mai allora in Ucraina si appoggia la via violenta?

Come ha fatto l’Ungheria ad uscire dalla crisi economica?

In realtà non siamo usciti dalla crisi. Siamo in una crisi costante, nonostante alcuni progressi. Ma da quando abbiamo iniziato a seguire le direttive economiche dell’Europa abbiamo perso tutta la nostra ricchezza nazionale. I lettori italiani ricorderanno che fino al 1989, l’Ungheria faceva parte del blocco socialista. Ebbene, almeno in quel caso lo Stato era sovrano. Oggi non lo è più.

Ci sono movimenti europei nazionalisti con i quali dialogate o collaborate?

Ci sono tanti movimenti nazionalisti europei. Noi siamo disposti a collaborare con chiunque combatta l’Unione europea, il liberalismo e voglia preservare le radici europee. In Europa non troviamo nessuno che soddisfi tutte e tre queste condizioni. Front National, Fpo ed altri movimenti sono ultraliberali e non pensano alle Tradizione europea, cosa che per noi è fondamentale.

Intervista a cura di Giacomo Rigoni e Michael Mocci

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