Palermo, 10 ago – Furono sospese nel 2011 da un provvedimento del governo Berlusconi e poi prorogato dai suoi successori fino al dicembre 2017. A Lampedusa le tasse non sono state pagate per 7 anni “in considerazione del permanente stato di crisi nell’isola”, e a ragion veduta, considerato che l’unico motore economico del Comune, il turismo, era stato ingolfato irreparabilmente dall’invasione migratoria scatenatasi all’indomani delle cosiddette “Primavere Arabe” e dall’incremento del fenomeno incoraggiato dalle varie missioni Frontex e Triton.

Una soluzione che fu inizialmente criticata anche da certa sinistra insorta contro le false promesse di un Berlusconi spaccone, che per placare gli animi dei lampedusani assicurava la costruzione nell’isola di un Casinò, di un campo da golf, di una nuova scuola e che sarebbe divenuta una nuova Portofino. Con la sinistra al governo Lampedusa venne rilanciata dallo storytelling renziano come simbolo mondiale dell’Italia accogliente: la “sindaca-star” dell’isola, Giusi Nicolini, venne ricompensata letteralmente con ogni onorificenza, dal premio Uesco per la pace, alla gita con Renzi alla Casa Bianca di Obama, dall’ingresso nella direzione nazionale del Pd alla candidatura all’Oscar del film Fuocammare (che ha per oggetto l’isola di Lampedusa sotto la sua politica pro-immigrazione) fino ad arrivare alla proposta per il Nobel per aver mostrato una dedizione fuori dal comune alla causa dei “migranti”.

Saettata dalle stelle alle stalle dai suoi concittadini alle ultime elezioni amministrative, la Nicolini non deve aver digerito il terzo posto ottenuto per la corsa a sindaco che l’ha relegata persino fuori dal Consiglio Comunale, ed è difficile non addebitare ad una sua ultima disposizione la misteriosa formattazione dei computer avvenuta negli uffici comunali alla vigilia dell’insediamento della nuova giunta. Interpretazione ancor più negativa devono aver fatto i cittadini di Lampedusa quando hanno scoperto che con un provvedimento dell’Agenzia delle Entrate, magicamente entrato in vigore in un torrido lunedì di agosto, li si invita a pagare le tasse sospese per 7 anni in un’unica soluzione entro il 31 gennaio 2018. Che sia il conto presentato alle “politiche di chiusura delle frontiere” che a detta dell’ex sindaca costituiscono la causa “del massacro di vite umane”? La vicenda presenta tinte fosche come pure un’altra che vede protagonista sempre la pupilla lampedusana di Renzi: il nuovo sindaco, Totò Martello, ha dichiarato infatti di non sapere che fine abbiano fatto ben 46 milioni di euro stanziati per l’isola dai governi Berlusconi e Letta ed amministrati precedentemente dalla Nicolini.

Vittorio Susinno

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