Milano, 10 ago – C’è un sindaco a Milano che non finisce mai di sorprendere per arroganza, partigianeria e opportunismo. Approfittando della celebrazione del 73° anniversario dell’esecuzione di 15 partigiani ad opera della Legione Ettore Muti in piazzale Loreto, il primo cittadino di Milano, post-comunista per convenienza, Beppe Sala ha voluto conquistare gli ultra ottuagenari dell’Anpi (Associazione nazionale partigiani) con qualche frase ad effetto che però si è tramutata in ridicola e strumentale.

Incurante dell’archiviazione disposta dalla magistratura per manifesta infondatezza di qualsiasi ipotesi di reato sui saluti romani dei militanti di CasaPound e di Lealtà e Azione al Campo X come omaggio ai martiri della Repubblica Sociale Italiana, il post-comunista che siede sulla poltrona di primo cittadino di Milano (forse ancora per poco visto le numerose inchieste penali che lo riguardano), ha voluto rimarcare il pronunciamento dei magistrati affermando che l’archiviazione “è stato obiettivamente un segno veramente terribile per la nostra città”.

Per Beppe Sala, dunque, c’erano invece “tutti gli elementi per definire la manifestazione in questione una chiara apologia del fascismo e identificare le persone”. Ovvero, non l’ha fatto la magistratura, ma se avesse potuto il “partigiano” Sala avrebbe volentieri arrestato tutti i partecipanti all’ormai famoso raduno del Campo X.

Per farla breve, mentre a Milano scorrazzano migliaia di clandestini (6mila dicono i dati ufficiali), interi quartieri sono nelle mani della malavita sudamericana o egiziana, le case popolari sono quasi tutte abusivamente occupate, nel quartiere di Rogoredo c’è un bosco della droga a cielo aperto, nel centro di Milano bivaccano sotto i portici senza tetto e immigrati, e mentre la città è infestata da cantieri dove nessuno lavora ma sempre più spesso si scava e riscava nello stesso punto, il sindaco Beppe Sala dichiara urbi et orbi che il vero unico problema è rappresentato dai manifestanti del Campo X.

Povero Sala, messo in ombra dallo stesso partito democratico che lo aveva fatto eleggere, rinnegato dai suoi stessi assessori e costretto persino ad ammettere che i blitz alla Centrale sono un beneficio per la città, ora si rivolge all’unica platea che lo ascolta: i vecchietti dell’Anpi, ai quali non sarebbe male se lo stesso Sala, per amore di obiettività, portasse in dono “Il sangue dei vinti” di Giampaolo Pansa. Così, tanto per erudirli sui conti della storia.

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