renzusconi3Roma, 22 gen – Il Pd sull’orlo della scissione, Forza Italia sull’orlo di entrare formalmente (perché di fatto è già dentro) in maggioranza. Teatro di questo simil-ribaltone, l’aula del Senato, dove l’emendamento del senatore democratico Stefano Esposito, che riscrive di fatto l’Italicum, è passato con i voti determinanti di Forza Italia.

Il “super canguro” fa decadere 35mila delle 47mila proposte di modifica presentate e questo scatena la protesta dei 5 Stelle che parlano di “nuova maggioranza” e di “trucchetti ignobili” per “concretizzare il Patto privato del Nazareno”.

“L’Italia va avanti – commenta Renzi da Davos – e chi prova a interrompere tutte le volte il percorso delle riforme possiamo dire che, per il momento, non ce la fa”. Quello di oggi, insiste, è “un grandissimo risultato” che rende “la legge elettorale molto più vicina”.

L’Aula di palazzo Madama prima boccia le due proposte di modifica presentate da Miguel Gotor e la minoranza Pd: la prima, quella determinante, con 170 no, 116 sì (di cui 10 di FI e 8 di Gal oltre ai 27 della minoranza Dem) e 5 astenuti; la seconda con 168 no, 108 sì e 3 astensioni. E poi dà il via libera all’Espositum con 175 voti a favore, 110 contrari e due astenuti.

Ma l’ok alla norma crea una frattura profonda tra i Dem perché rende i voti azzurri determinanti: solo 125 sono quelli che arrivano dalla maggioranza di governo, meno di quelli che servirebbero a far passare l’emendamento. I senatori di Forza Italia che dicono sì all’Italicum 2.0 sono 46 ai quali vanno aggiunti i 4 di Gal. E 22 sono i Dem che votano in dissenso dal gruppo.

Pier Luigi Bersani guida i dissidenti e riunisce la truppa alla Camera per fare il punto. Secondo la versione ufficiale sono 140, secondo chi li ha contati nella sala Berlinguer sono 85. Anche se la sostanza politica non cambia.

Bersani protesta contro l’epiteto rivolto da Esposito alla fronda interna: “Dare del parassita a Corsini, Gotor, Mucchetti, è pericoloso. E’ gente per bene che non chiede niente e va trattata con rispetto. Se viene meno il rispetto è finita”. E paventa il rischio di una frattura insanabile: “Renzi sa benissimo che sulla legge elettorale c’era una possibile mediazione e non ha voluto mediare. Ora spetta a lui dire se si deve partire dall’unità del Pd”. A stretto giro arrivano le scuse del senatore Stefano Esposito, che ha chiesto scusa per l’utilizzo del termine ‘parassita’: “Riconoscere di aver sbagliato è un dovere”.

A destra, invece, è Raffaele Fitto a guidare la rivolta: “In politica si possono fare molte cose, ma non tradire gli elettori. I cittadini ci hanno votato nel 2013 per una chiara alternativa alla sinistra, e invece, ancora una volta, si profila il grave errore di un supporto a Renzi sconcertante per i nostri elettori, e ancor più per i delusi e astenuti”, scrive l’europarlamentare di Forza Italia sul proprio blog.

Giorgio Nigra

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