Piero-Marrazzo-star-dei-parrucchieri_h_partbRoma, 25 ott – La deposizione fiume del transessuale Paloma mette Marrazzo “in mutande”.

“Con lui sette anni di sesso e cocaina”. A scioccare la corte con questa affermazione è il transessuale dello scandalo che ha coinvolto l’ex governatore della Regione Lazio Piero Marrazzo , “usava cocaina anche dentro la Regione. Era sempre fatto”.

La deposizione hot è stata rilasciata nell’ ambito del processo a carico dei quattro carabinieri “infedeli” che avrebbero ricattato il governatore Marrazzo. Il transessuale soprannominato Paloma ha descritto il suo lungo rapporto col presidente : “In sette anni il presidente Marrazzo mi ha dato 70mila euro. Nei nostri incontri consumavano cocaina. Ci siamo visti pure in uffici della Regione”.

Il Trans avrebbe conosciuto Marrazzo nel 2002 quando il governatore della regione lo avrebbe adescato e invitato a salire sulla sua auto mentre batteva il marciapiede in zona Flaminia rifilandogli già al primo incontro ben 10mila e 200 euro somma modesta rispetto ai 17mila “regalati” per comperare biglietti aerei per il Brasile. Come se non bastasse Paloma ha affermato che Marrazzo lo avrebbe frequentato anche “negli uffici della Regione Lazio”.

Soldi per la droga” che, “Marrazzo prese per pagarmi da alcuni libri che aveva in una libreria”, “agli incontri consumava sempre cocaina. Mi dava circa 1000 euro che servivano per acquistare la sostanza. Gli incontri avvenivano anche nel suo appartamento e capitava spesso che lui si presentasse già ‘fatto’ di coca”.

 Il super testimone Trans racconta che era con Marrazzo anche la notte tra il 2 e il 3 luglio del 2009, giorno in cui avvenne la fatidica irruzione dei carabinieri che sorpresero l’ex governatore con il trans Natalì. “Quella notte stette con me fino alle cinque di mattina, facemmo uso di droga. Poi nel pomeriggio successivo mi richiamò e andai a casa sua sempre per incontri a base di cocaina”.

Marrazzo difeso dal noto avvocato d’area PD Luca Petrucci annuncia querele per Paloma perché secondo la difesa, “il racconto è denso di fatti inverosimili , e per questo acquisiremo i verbali d’udienza della sua testimonianza resa in aula e la denunceremo per calunnia”. “Per entrare negli uffici della Regione – prosegue il legale – ci sono precise procedure di identificazione, servizi di sicurezza, telecamere. Insomma possibile che nessuno ha visto?”

Alberto Palladino

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Alberto Palladino
Nato a Roma, classe 1987. Studia Scienze storiche e cooperazione internazionale all’università Roma 3 e da qualche anno ha iniziato a percorrere la strada professionale del reporter. Fino ad oggi, nonostante le difficoltà che incontra chi lavora in questo settore da indipendente, è riuscito a coprire alcuni degli scenari di crisi più importanti di questi ultimi anni provando a raccontare, fra gli altri, la secessione in Ucraina e la guerra antiterroristica in Siria. Collabora con importanti testate nazionali e straniere. Ha realizzato reportage dal Kosovo, embedded con la missione italiana, dall’Azerbaijan e dai luoghi di eventi importanti e tragici come gli attacchi di Parigi. Ha collaborato alla realizzazione di progetti umanitari con la onlus Solidarité Identités e la onlus Popoli in molti dei Paesi da cui poi ha scritto per questa testata: Kosovo, Birmania, Siria. Ha viaggiata nella Siria devastata dal terrorismo scattando foto e aiutando i bisognosi, sublimando al massimo la sua vocazione. Per il Primato Nazionale anima la redazione esteri e propone i suoi scatti fotografici per far aprire gli occhi ai lettori, perché è persuaso che nel mondo di oggi non è più sufficiente guardare, bisogna vedere.

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