Roma, 13 gen – Una coalizione sempre più grande ammucchiata nella quale i temi della sovranità nazionale, così cari (almeno a parole) a due delle quattro “gambe” – Lega e Fratelli d’Italia – dello strano raggruppamento, vengono annacquati in nome della corsa ai cosiddetti moderati. Ed ecco che, insieme al dietrofront sulla legge Fornero, il centrodestra sempre più a trazione berlusconiana si prepara a stralciare anche l’uscita dall’euro.

Dello stop alla riforma del sistema pensionistico su cui Salvini aveva fatto (e sta facendo) una battaglia sia di principio che di sostanza, ponendola fra le prime scelte di un suo ipotetico governo, già si è detto. Al di là delle dichiarazioni la strana coalizione sta però, in questi giorni, mettendo nero su bianco il proprio programma.

“Tra i punti chiave flat tax al 15%, pace fiscale con il saldo e lo stralcio delle cartelle per i contribuenti in difficoltà economica, prevalenza della Costituzione italiana sul diritto europeo, Carabinieri e Poliziotti di quartiere e molto altro”. Così scrive Affaritaliani.it, che ha raccolto alcune indiscrezioni in merito al tavolo che sta cercando la quadra attorno alle proposte. Molta propaganda e poca concretezza. Specialmente per quanto riguarda battaglie importanti e sulle quali non sembrava esserci alcun margine di trattativa, come ad esempio quella per l’abbandono della moneta unica.

Niente da fare: da ciò che emerge stando alla bozza, l’unico accenno al tema è, in punta di diritto, quel “prevalenza della Costituzione italiana sul diritto europeo”. Certo, in linea teorica e stando al dettato della Carta l’euro sarebbe anticostituzionale (l’articolo 117 pone la moneta fra le potestà legislative esclusive dello Stato, anche se la Consulta ha ribadito che se esiste un contrasto fra norme europee e italiane queste ultime devono essere disapplicate in favore delle norme sovranazionali), ma una formulazione di questo tipo è poco chiara, fumosa e soprattutto lascia spazio ad una ridda di interpretazioni nella quale le cento voci di un centrodestra – membri del Ppe a rimorchio della Merkel compresi – sicuramente non granitico possono ognuna trovare la propria chiave di lettura preferita.

Berlusconi, d’altronde, era stato chiaro: “Ho convinto Salvini – aveva spiegato lo scorso ottobre – nessuno discute la nostra appartenenza alla Ue”. Parole alle quali il segretario leghista aveva fatto seguire dichiarazioni al ribasso rispetto alle promesse barricate. Non è un mistero che voglia governare a più o meno qualsiasi costo. Anche a quello di fare marcia indietro su tutto.

Nicola Mattei

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5 Commenti

  1. ….se si accorgessero che a camminare con le mai in terra e i piedi in aria gli porterebbe voti, salvini, berlusca, meloni & c, rischierebbero un enorme afflusso di sangue alla testa…

  2. la lega non è chiara sull’euro ….. però ha Borghi.
    e tanti la votano, proprio perche c’e’ lui.

    Casapound è invece chiara ed esplicita, ma non ha nessuna figura chiave anti euro.

  3. Dato che il berlusca e la sua presunta azienda in grande crescita ed espansione hanno i debiti in euro e qualche volta i creditori si incazzano pure se non li saldi ,allora si resta in europa servi e schiavi dell’euro , ovvero la moneta che ha reso ricchi tedeschi e affini……il tutto per la grande gioia della salamona culona e del damerino puffetto……..che bella italia, poveri italioti che bella democrazia vi state godendo,che gioia,che pace……..dovrete scegliere fra piddini,moderati e grillini, ovvero fra morte sicura,morte lenta e morte per stenti…….. paese di servi. Ma tutti si preoccupano dei rigurgiti fascisti……ci fosse il DUCE a sistemarvi tutti….infami.

  4. Nessun cialtrone delle tre principali coalizioni che starnazza in questi tempi pre elettorali avrà il coraggio di uscire dall’euro crucco-franzo centrico. Troppo vigliacchi e troppo ricattabili.

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