selvaggio-620x270Roma, 12 dic – Ma chi sono e chi rappresenta il Movimento che in questi giorni sta promuovendo in tutta Italia manifestazioni spontanee di ogni tipo?

I giornalisti delle testate nazionali un po’ per pigrizia mentale un po’ per non dover fare bene il proprio lavoro, si ostinano a qualificarlo come “Movimento dei Forconi”, anche se dell’esperienza che paralizzò la Sicilia l’anno passato, è rimasto ben poco.

Anche se Letta si dice convinto che rappresenti una minoranza del Paese (senza porsi il problema di chi rappresenti lui, visto che non lo ha eletto nessuno), mi sembra che si possa cogliere un dato: oltre a quelle categorie lavorative schiacciate dalla crisi e che rappresentano ceti piccolo e medio borghesi, il Movimento dà voce e rappresentanza a quell’Italia “profonda”, quell’Italia, che oltre ad uscire da una crisi economica imposta dall’estero, vuole tornare a riappropriarsi di una visione comune e condivisa.

Questa è una rivolta politica, intrisa di politica molto più che delle rivendicazioni corporative e categoriali del passato, perché pone al centro l’orgoglio nazionale ritrovato, il sentirsi finalmente “Noi” non divisi in fazioni ,tribù, e appartenenze ideologiche, ma uniti sotto la stessa bandiera, oltre il rito della concelebrazione pallonara di turno.

E’ politica nel suo senso più alto e nobile, perchè lega ed unisce rivendicazioni assai diverse, spesso confuse e contraddittorie, in un rinnovato afflato nazionale, che lega generazioni diverse che i soloni del pensiero unico vorrebbero rivali nella logica liberale e marxista degli interessi diversi da mettere in contrapposizione tra loro.

Così si spiega l’imbarazzante silenzio degli intellettuali italiani in questi giorni e lo snobismo espresso da alcuni, come ha fatto ieri Giampiero Mughini in una nota trasmissione televisiva, davanti alle tante facce “popolari” italiane che riemergono nelle interviste, non piu’ in qualità di “ggente” di funariana memoria, ma come Popolo.

Questa Italia, non puo’ piacere ai nostri intellettuali da salotto televisivo, che in ossequio al loro pensiero di “casta” disprezzano profondamente il ceto piccolo e medio borghese, tartassato dalle tasse, dai pignoramenti e dalla chiusura delle partite –Iva, perche è lo stesso ceto sociale al quale hanno imputato per anni di aver votato per la Lega e per Berlusconi, facendo , peraltro,le fortune di entrambi. Lo stesso Segretario della Fiom , Landini, meta’ sindacalista meta’ tribuno del popolo , dic di non capire l’essenza del Movimento, imprigionato nelle sue categorie dell’operaismo da salotto.

Oggi il Totem di questi “illuminati” è l’Italia legata a doppio filo agli interessi internazionali, ai “diritti civili” per le donne, i gay e gli immigrati, alle vacanze a New York ed a Londra: quanto di più lontano dalle esigenze e dalla visione, etica e materiali, dell’Italia profonda.

Potremmo dire che ancora una volta riemerge lo Strapaese di Maccari, Malaparte e Longanesi odiato da sempre dai nostri cosmopoliti liberal e marxisti, che lo rifuggono come la peste. Perché sceglie sempre il Tricolore e non altre bandiere variamente “stellate”.

Carlo Bonney

 

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