Autore di un fondamentale libro sulla strage di Bologna “Strage all’italiana” nonchè avvocato difensore di Luigi Ciavardini, Valerio Cutonilli ci indica le sue impressioni sulla “total disclosure” annunciata da Renzi sulle principali stragi italiane.

 

Ciao Valerio, pochi giorni fa Renzi ha affermato di voler cancellare il segreto di Stato sulle stragi avvenute in Italia da piazza Fontana in poi. Credi sia uno spot elettorale o questa apertura aiuterà a far luce sui veri responsabili di quelle tragedie?

Per rispondere alla domanda occorre chiarire l’equivoco alimentato in questi giorni da una discreta porzione dei media.  Il segreto di Stato non è opponibile nei procedimenti penali riguardanti stragi o fatti d’eversione dell’ordinamento. Dunque non può essere cancellato ciò che non esiste. L’esecutivo Renzi ha annunciato, in realtà, la declassificazione di documenti riservati, materiale in parte già esaminato dall’autorità giudiziaria e da talune commissioni parlamentari. Tale decisione, se sfrondata dagli aspetti propagandistici e ricondotta nei suoi onesti termini, non può non costituire un fatto di per sé positivo.

L’ex ministro dell’Interno Maroni afferma che il segreto di Stato sulle stragi era già stato abolito sette anni fa con la legge 124/2007, ha ragione lui o, come dice Casson, non c’è nessun segreto di Stato sulle stragi?

Come ho premesso, non esiste il segreto di Stato sulle stragi. Esiste o è esistito, al limite, il segreto di Stato su altri procedimenti penali potenzialmente connessi alle stragi, come quella dell’Italicus o di Bologna. Mi riferisco, rispettivamente, al processo nei confronti di Claudia Aiello (dove emersero, mai in modo veramente chiaro, i rapporti tra la suddetta collaboratrice del Sid e la resistenza antifascista greca) e all’indagine istruttoria sulla sparizione in Libano dei giornalisti Toni e De Palo (dove rischiavano di essere illuminate le pericolose relazioni tra il Sismi e il FPLP di Habbash) .

Tuttavia, la possibilità per i ricercatori di esaminare documenti sinora riservati potrebbe rivelarsi  utile. A patto però di non attendersi, ingenuamente, che in qualche informativa dei servizi di sicurezza, ora declassificanda, vengano indicati i reali esecutori o i committenti stranieri delle stragi. E’ importante, inoltre, verificare come avverrà in concreto l’onerosa digitalizzazione dei documenti declassificati e, soprattutto, quali criteri verranno adottati per operare la “scrematura” annunciata dal governo. Ad esempio, io sarei molto curioso di consultare gli atti concernenti le attività investigative svolte nelle ore immediatamente successive all’esplosione di Piazza della Loggia a Brescia, mai confluiti – a dire del Giudice Arcai – nei fascicoli istruttori. Confesso che ci rimarrei male se l’imminente declassificazione non si estendesse a tali atti.

Anche il giudice Priore non è sembrato particolarmente entusiasta dell’apertura di Renzi, a suo avviso è necessaria una seria collaborazione dei Servizi segreti stranieri per vederci chiaro. Ebbero veramente, in quei specifici contesti, un ruolo così importante Servizi come la Stasi o la Cia?

Il giudice Priore ha colto ancora una volta nel segno. I grandi eventi terroristici che insanguinarono il paese negli anni di piombo vanno collocati all’interno di un complesso scenario di crisi che chiama in causa diversi paesi, sia del blocco occidentale che della cortina di ferro. Sarebbe più che ingenuo, tuttavia, attendersi che gli apparati di sicurezza di questi paesi stranieri, soprattutto quelli impegnati nella destabilizzazione passata e/o presente dell’Italia, abbiano a cuore le nostre nobili esigenze di verità.

Carlos recentemente è tornato a parlare della strage di Bologna scagionando di fatto i fascisti. Può essere questa la vera svolta in tema di stragi, seppur limitatamente ad una sola di quelle in questione?

Che Carlos scagioni i fascisti non v’è dubbio. A mio avviso però, per tentare di comprendere il senso delle dichiarazioni ciclicamente rilasciate dallo “sciacallo” vanno considerati alcuni fattori, anche ambientali. Carlos è detenuto in Francia e, ovviamente, si trova sotto il controllo delle autorità francesi. I messaggi sull’esplosione di Bologna lanciati dallo “sciacallo”, volutamente inutilizzabili in ambito processuale, alludono a una dinamica e a responsabilità molto diverse da quelle indicate nella ricostruzione giudiziaria. Ho il timore che tali allusioni siano comprese, e non particolarmente gradite, solo da quanti conoscono la verità vera sull’esplosione di Bologna.

Chi ha interesse, dopo quasi mezzo secolo dalla prima, ad ostacolare la ricerca della verità sulle stragi?

Chi ha la coscienza sporca, per averle realmente causate (sovente con bestiale predeterminazione, talvolta per altre comunque inconcepibili ragioni), o per aver inquinato le indagini istruttorie dirottandole su colpevoli di comodo, o anche per averne sfruttato a livello politico gli effetti devastanti.

Scoprire la “vera verità” potrebbe avere un effetto destabilizzante sulla politica italiana a e internazionale?

Scoprire la “vera verità” farebbe bene alla nostra nazione, tuttora intossicata dalle menzogne del passato che resistendo ostinatamente continuano a negarle un futuro.

 

Rolando Mancini

Commenti

commenti

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here

1 + diciannove =