salvini israeleRoma, 31 mar – Quella dell’uomo che viene imprigionato in una stanza e urla “vi siete chiusi fuori”, lasciando intendere che i prigionieri siano tutti gli altri, è un’usurata gag comica. Sembrava invece serio, Matteo Salvini, quando, nel corso della sua visita in Israele, si è fatto una foto davanti al famoso muro e ha scritto la seguente didascalia: “Al confine con la striscia di Gaza, con 30mila soldati di Hamas (finanziati da chi?) che tengono in ostaggio milioni di persone”.

A basarci solo sulle parole di Salvini, sembrerebbe che il muro l’abbiano costruito gli abitanti della Striscia contro Israele, per chiuderli nel loro territorio e “tenerli in ostaggio”. Purtroppo non è così. La Striscia di Gaza è un territorio di 360 chilometri quadri, grande quindi come due volte il comune di Milano, in cui vivono 1,8 milioni di abitanti, di cui il 43,2% ha un’età compresa tra 0 e 14 anni. La maggior parte di queste persone, circa un milione di individui, sono rifugiati fuggiti dalle loro case durante la prima guerra arabo-palestinese del 1948 e loro discendenti (sì, esistono anche i rifugiati veri, non solo quelli farlocchi che piacciono alla Boldrini. Questi, peraltro, sono rifugiati a casa loro, e il dato non è irrilevante…). Il tasso di mortalità è di 3,09 morti su 1.000 persone, ma raggiunge i 15,46 morti su mille nel caso dei bambini.

Le prospettive per il futuro non sono certo più rosee: nell’ultimo rapporto delle Nazioni Unite si afferma che se la situazione economica non cambierà entro il 2020, il territorio diventerà invivibile, dato che le condizioni socio-economiche sono le peggiori dal 1967. Stretta nella sua Striscia sovrappopolata e impoverita, Gaza è infatti anche strozzata da un blocco economico che dura da nove anni. Dal 2007, infatti, l’esportazioni dalla Striscia di Gaza sono state vietate e si sono molto ristrette le importazioni e i trasferimenti di denaro. Inoltre le infrastrutture sono sempre più povere, in particolare quelle base, come elettricità e acqua potabile. Va inoltre precisato che questa temibile potenza “tiene in ostaggio” un Paese che dispone di 300 aerei da combattimento, 300 elicotteri, un centinaio di batterie missilistiche, 3 sottomarini, 17 navi da combattimento, 33 pattugliatori e tra le ottanta e le duecento testate nucleari… senza un esercito proprio. Hamas ha ovviamente una sua ala militare, le brigate ‘Izz al-Din al-Qassam, ma non è esattamente la stessa cosa.

Salvini si chiede anche chi è che finanzi Hamas. Non è un grosso segreto (anche se non sempre è distinguibile chi manda soldi per la popolazione della Striscia da chi finanzia il movimento che la governa): è stata l’Arabia saudita, almeno fino al 2004. Oggi la parte del leone sembra la faccia il Qatar. Ovvero le stesse petromonarchie che hanno rapporti ambigui con l’Isis e che odiano la Siria di Assad, alla quale, non a caso, Hamas non ha fatto pervenire il proprio sostegno, a differenza per esempio di Hezbollah. Evidentemente Hamas preferisce i “ribelli siriani”, ovvero i tagliagole fondamentalisti che coordinano anche le stragi in Europa. Ma in questo è in buona compagnia: a questi fior fior di combattenti democratici vanno infatti anche le simpatie di… Israele. Lo scorso dicembre, è stato Benjamin Netanyahu a dichiarare candidamente che Israele “conduce operazioni” in Siria: “Ogni tanto lanciamo operazioni per evitare che il Paese si trasformi in un fronte contro di noi ci occupiamo anche di tutto quello che serve per evitare consegne di armi particolarmente letali dalla Siria in Libano”. Insomma, Tel Aviv interviene per colpire Hezbollah, a sua volta impegnata contro i ribelli. Ai quali dà quindi una grossa mano. Non solo: sembra anche che Israele abbia ospitato tra 1.000 e 1.800 siriani rimasti feriti nei combattimenti a ridosso delle Alture del Golan, tra cui molti ribelli anti-Assad, compresi combattenti di al Nusra. Quindi “l’unica democrazia del Medio Oriente” accoglie e cura i combattenti di Al Qaeda, oltre a bombardare chi combatte l’Isis. A proposito: ma Salvini non doveva anche fare un viaggio in Siria?

Giorgio Nigra

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15 Commenti

  1. Ebbene si, anche Salvini è dovuto andare al sincero per espiare le sue colpe. Nesta delusione, solo conferme della sudditanza a certi poteri già tristemente noti. Aspetto qualche “boutade”sulll’olocausto.

  2. La forza dell Zionismo e della Judea e molto forto.
    The power of the Zionist Jew is very strong even in Italy. This guy Salvini is a traitor to his cause.

  3. Le controversie tra Israele ed Hamas sono viste soggettivamente . Ognuno parla dal suo punto di vista e l’autore di questo brano e’ autenticamente pro palestinesi. Parla di condizioni invivibili nella striscia di gaza ma, dove vanno a finire tutti i finanziamenti che Hamas riceve??? Quasi tutti gli stati europei ed oltre sono per i Palestinesi che ammazzano israeliani a sangue freddo , mandano continuamente missili a Tel Aviv e , poi, quando quaeta si difende , tutti si stracciano le vesti perche’ muoiono civili . Le bombe che mettono in Israele sono confetti??? Non muoiono tanti innocenti???
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  4. Be’, questo articolo e fazioso e di parte.
    Le cose non stanno cosi, l’acqua c’e’, l’elettricita anche e viene erogato tutto da israele. L’esercito israeliano e’ un vero e prorpio esercito sotto una nazione sovrana. Quante menzogne in questo articolo, quanta faziosita’, le ville milionarie dei capi di hamas? I resort lussuosi sul mare? andate su youtube e cercate ville a gaza ne riparleremo. Vorrei parlare di persona con questo pseudo opinionista Nigra e vedere con prove certificate le sue parole di propaganda. Io vivo qui e a me queste cose non risultano.
    Nigra e’ la vergogna del popolo italiano radical chic, siete voi la rovina in questo bel paese chiamato Italia.

  5. ma perchè DIO non fa sparire palestinesi arabi islamici… solo le merde del mondo , si ammazzano fra di loro. esseri inutili forse buoni solo per trapianti.

    • Tu hai bisogno di studiare per davvero ( anch’io ho dovuto farlo meglio )
      a partire dalla Geografia alla geopolitica , ed i periodi storici collegati
      Sono del sud e conosco la storia della mia terra ,ma anche oltre
      Non è così semplice né troppo difficile , lascia perdere i media classici e cerca le tue risposte , basta seguire le briciole

  6. Questo Giorgio Nigra accusa Salvini, che personaggio discusso e discutibile sicuramente è, di fare gag comiche parlando seriamente e non si rende conto delle gag comiche fatte da lui stesso.
    Innanzitutto parte sostenendo che siccome l’esercito israeliano sia meglio armato di quello di Hamas, sarebbe ostaggio dell’esercito israeliano invece che di Hamas.
    In realtà chiunque può essere tenuto sotto scacco da qualcun altro basta che quest’altro sia in condizioni di maggior forza rispetto a lui, indipendentemente dal fatto che possa esserci un terzo che ancora più forte dei primi due messi insieme.
    Nigra dimentica una serie di dati di fatto fondamentali, ossia:
    – è stata Hamas a usare i sotterranei delle abitazioni civili della popolazione di Gaza come depositi di armi
    – è stata Hamas a usare le abitazioni come rampe di lancio per lanciare missili contro il territorio israeliano
    – è stata Hamas a impedire fisicamente alla popolazione di Gaza di abbandonare le proprie abitazioni, in quanto voleva avere dei martiri da esporre ai mass media internazionali, dopo che questi erano stati avvisati che a breve sarebbe avvenuto un bombardamento, in quanto le loro abitazioni erano anche depositi di armi e basi di lancio per missili balistici.
    In considerazione di questi dati di fatto oggettivi, asserire che la popolazione di Gaza è prigioniera di Hamas e non di Israele, direi che è una banale descrizione della realtà. Descrizione della realtà che richiede gran belle astrazioni e grandi voli pindarici per essere smentita, come ha fatto Nigra, grazie a un’abilità dialettica sicuramente notevole, ma di fatto utilizzata solo per mascherare la realtà.
    Anche quando sostiene che Hamas è sostenuta da Arabia Saudita e Qatar dimentica tutti i finanziamenti elargiti esplicitamente per finalità umanitarie e che invece Hamas ha usato per comprare le armi che teneva nei sotterranei delle case civili e i missili che lanciava da quegli stessi luoghi. Per non parlare poi dei tunnel fatti realizzare per andare a commettere attentati in territorio israeliano contro la popolazione civile israeliana. Certo, tali tentativi non hanno avuto successo, ma sarebbe una grave ingenuità da parte israeliana consentire a Hamas di limare la sua supremazia tecnologica grazie ai fondi umanitari che ricevono anche dall’Europa e che poi vengono usati con finalità puramente terroristiche.
    Quanto poi a sostenere che Israele starebbe dando sostegno agli Hezbollah semplicemente perché, nonostante la Siria sia una nazione dichiaratamente nemica, che non gli riconosce ufficialmente il diritto di esistere ed ha più volte sostenuto e finanziato atti terroristici contro la popolazione israeliana, il governo israeliano ha deciso di usare le proprie strutture ospedaliere per curare un po’ di civili siriani rimasti feriti in seguito ai bombardamenti provocati da tutte le guerre interne e dall’esercito russo. Il fatto che forse ingenuamente abbia voluto provare a lanciare il messaggio che Israele non un nemico delle popolazioni arabe, che desidera vivere in pace con loro, che la sua popolazione sarebbe ben felice di condividere esperienze di lavoro, di studio, di ricerca scientifica e magari anche artistica, questo renderebbe, secondo i sofismi dialettici di Nigra, una nazione alleata degli Hezbollah, di Al Qaida e dell’Isis.
    Io credo dovremmo fare molta attenzione quando ci si lascia andare a sostenere certa propaganda. Un problema si risolve se ne affronti le giuste cause. La crisi mediorientale è sempre stata affrontata credendo erroneamente che l’unica causa fosse Israele.
    Quale è stata la conseguenza? Adesso ci ritroviamo attentati terroristici avvenuti pure nel cuore dell’Europa, a Parigi e a Bruxelles, con il forte rischio che avvengano anche a Roma e in Italia. Infatti le nostre autorità sono costrette dalle necessità contingenti, a mettere dei soldati nelle fermate delle metropolitane e per le strade. Tali necessità sono poi le stesse che anni prima hanno costretto le autorità israeliane a costruire un muro al confine con la Cisgiordania (cosa che ha impedito ai palestinesi di continuare a mandare terroristi kamikaze a far saltare gli autobus di linea), e a costruire la rete di recinzione al confine con Gaza (cosa che ha fatto anche l’Egitto, ma non essendo uno stato ebraico, non rischia nulla).

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