Tagli ai disabili nella Legge di Stabilità: ci sono o ci fanno?

INPSRoma, 6 nov. – La riforma Fornero, come già precisato in precedenti articoli, di danni ne ha fatti. Da quanto emerge dal testo della Legge di stabilità 152/2013, emendato e promulgato nei giorni scorsi, si delineano i contorni di una potenziale e grave discriminazione.

In origine, per conteggiare la pensione, i donatori di sangue avrebbero dovuto recuperare le giornate prese, ma dopo le proteste delle associazioni dei donatori (AVIS e FIDAS in testa) questo è stato corretto. Allo stesso modo, sono stati reintegrati i congedi parentali presi sotto legge 53/2000 che avrebbero subito lo stesso trattamento. Per loro quindi, le giornate prese verranno conteggiate in sede di pensionamento.

I lavoratori titolari di permessi sotto legge 104/92 sono stati (a quanto si evince dal testo della Legge) totalmente dimenticati; non sono infatti presenti riferimenti per i quali chi gode dei permessi sotto questo istituto legislativo veda le giornate prese far cumulo nel computo della pensione. Si tratta di una grave discriminazione, in quanto è una platea di lavoratori ampia, che comprende sia chi ne gode per sé stesso (i disabili lavoratori, le categorie protette, etc) sia chi ne gode per i parenti. Per loro, quindi, si configura la necessità di dover recuperare le giornate prese per raggiungere i requisiti pensionistici Per fare una stima del danno arrecato, ipotizzando 3 giorni al mese (quanti sono quelli previsti dalla norma) ogni mese per 20 anni (la legge esiste dal 1992), si tratta di ben due anni.

Secondo molte associazioni la legge 104/92 è un caposaldo che deve mantenere la sua validità anche rispetto a quanto affermato dalla 152/2013, e che i permessi vengano conteggiati per la pensione. Quello che deve essere ancora chiarito è se il Governo è dello stesso avviso oppure se, omettendo un’imponente platea di lavoratori, avrà creato l’ennesima ingiustizia al mondo della disabilità.


 

Gaetano Saraniti

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