Roma, 11 gen – Amnesty Italia cerca attivisti per combattere i discorsi d’odio, perché è così che si oggi difendono i diritti umani. Un vero e proprio bando di reclutamento è stato pubblicato sul sito internet dell’organizzazione, dove viene spiegato il motivo dell’istituzione di questa Task Force. “I discorsi d’odio online, amplificati dai social network, sono la nuova linea di confine per chi si attiva e combatte in difesa dei diritti umani. Un nuovo attivismo digitale, consapevole, determinato e organizzato è necessario per contrastare con equilibrio, fermezza e competenza e difendere le vittime (dirette e indirette) di questa nuova ondata di violenza verbale e odio”. Così si legge sul bando di adesione al progetto.

Ma per contribuire alla formazione del pensiero unico, scevro da ogni critica e privo di riflessioni, non ci si limita a monitorare il web, in particolare i commenti dei lettori agli articoli online dei vari quotidiani e i profili social. Amnesty si fa carico della formazione, affinché a nessun volontario venga in mente di pensare con il proprio cervello. “È stato avviato un percorso di formazione rivolto ad un gruppo di lavoro specializzato nel monitoraggio e nell’attivazione contro i discorsi d’odio online” continua la presentazione del progetto.

Interessante è osservare il profilo ideale delle persone idonee al bando, che lavoreranno gratuitamente: bisogna essere in grado di avere buona capacità comunicative e di influenza sul pubblico, oltre a possedere doti di reportistica e “accountability”. Importante essere interessati ai temi di attualità, ma altrettanto importante è saper gestire le emozioni. Poco importa se di Amnesty si sa poco.

E quali sono le tematiche che la sezione italiana di Amnesty International ritiene siano da tenere maggiormente presenti e sulle quali vigilare? “Migrazione, islamofobia, minoranze etniche, questioni di genere e LGBTI” ovviamente, definiti da Amnesty “come i “temi caldi” su cui attivare il nostro lavoro di monitoraggio e risposta”. Guardacaso sono i temi su cui si giocano le sfide future e sui quali si sta cercando di creare una coscienza comune collettiva, dalla quale è escluso il senso critico.

Anna Pedri

 

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5 Commenti

  1. Benissimo,la dittatura si allarga,ci vogliono morti questi razzisti , sono contro noi italiani , non ci sopportano proprio…… non bastavano i deliri dei piddini e le infamie dei centri sociali,ora rompono pure questi nullafacenti comunistelli…….e parlano pure di sfide future,di monitoraggio del web……fate quello che sanno fare da sempre i comunisti, ovvero le spie e i delatori….. attenzione che l’aria è cambiata e di pecore impaurite in questo martoriato paese , che avete ridotto a cloaca , ce ne sono sempre meno.

  2. Amnesty è a favore dell’aborto….Però non si tocca Caino…..ovvero un feto indifeso lo si può uccidere mentre un delinquente no….poi i migranti possono fare quello che vogliono qui in Italia mentre noi da loro siamo con due piedi in una scarpa

  3. nella rete c’è di tutto. e quindi anche il libero pensiero che poteva essere meglio controllato con la stampa cartacea. la deriva orwelliana della psicopolizia è funzionale alla necessità di controllare la diffusione di idee non ortodosse. Amnesty è uno dei tanti cani da guardia del sistema

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