Roma, 13 nov – La macchina del fango è ancora in azione: organi di stampa e programmi televisivi attaccano quotidianamente CasaPound a suon di fake news. O, forse, sarebbe più corretto dire a suon di “non-notizie”, che si mischiano all’arroganza di chi non ha argomenti, ma solo delle consegne ideologiche e di bottega da rispettare. Dopo il livello eccelso di dialettica politica raggiunto dal “pichiatoure” di Alan “Ollio” Friedman durante la scorsa puntata di “Piazza pulita”, un caso emblematico è dato dal recente processino che Lucia Annunziata ha preparato nel suo programma di passerelle progressiste In mezzora in più.

Al netto dell’arroganza e dell’inconsistenza delle “accuse” dell’Annunziata e dei chierichetti dell’Espresso (finanziare campagne elettorali con carbonara e t-shirt, fare accordi con mafiosi su Facebook ecc.), quel che è saltato all’occhio di numerosi telespettatori è stato altro: l’ansia di impedire a Simone Di Stefano di rispondere, tradendo così la paura dei giornalisti per il contraddittorio, e il sorriso beffardo con cui il vicepresidente di CasaPound ha cortocircuitato il tono inquisitorio della trasmissione.

Non a caso molti telespettatori hanno protestato sui social network per l’impostazione censoria del programma e alcuni hanno già cominciato con le battute e i motti di spirito: Carbonara Connection è senz’altro il più divertente e gettonato, perlomeno dopo che la gag “testata giornalistica” e i meme sulla capocciata di Spada hanno pian piano esaurito la loro forza ironica.

Insomma, l’impressione generale è che – facendo la tara degli elettori incalliti di sinistra – CasaPound stia generando sempre più curiosità e simpatia. In altre parole, sta raccogliendo i primi consensi “mediatici” anche grazie alla sua innegabile capacità di “bucare lo schermo”. Oppure, molto più semplicemente, la tartaruga frecciata sta dimostrando di essere una forza politica seria, pulita, strutturata e vincente con cui è diventato impossibile non dover fare i conti. E con cui la diffamazione, i violini stonati e i pianoforti scordati, ormai, non funzionano più.

Vittoria Fiore    

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