Roma, 13 set – Emergenza sbarchi, degrado, stupri. Quasi un italiano su due collega il problema della sicurezza all’immigrazione. E’ il risultato dell’indagine dell’Osservatorio Europeo sulla Sicurezza, realizzato scientificamente da Demos insieme alla fondazione Unipolis e l’Osservatorio di Pavia. Dai dati raccolti la percezione di insicurezza causata dagli immigrati negli italiani ha raggiunto il livello più alto negli ultimi dieci anni: il 46% dei nostri concittadini si è detto d’accordo con l’affermazione “gli immigrati sono un pericolo per l’ordine pubblico e la sicurezza delle persone”.

Per trovare un dato più alto bisogna tornare indietro di dieci anni fino al 2007, quando il livello era del 51%, mentre nel 1999 toccò quota 46%, come oggi. Ma il dato senza dubbio più significativo è l’impennata che i numeri hanno subito solo negli ultimi sei mesi, visto che nel febbraio scorso il livello era fisso al 40%, ben sei punti percentuali in meno. Ad aver inciso senza dubbio i numeri incredibili degli sbarchi fino a poche settimane fa, senza contare fatti di cronaca che hanno scosso l’opinione pubblica, come il drammatico stupro di Rimini.

Numeri che con buona probabilità sono alla base del calcolo elettorale del Pd, che ha deciso di rimandare l’approvazione della legge sullo Ius Soli a data da destinarsi. Repubblica, che per prima ha pubblicato lo studio dell’Osservatorio Europeo sulla Sicurezza, inverte il rapporto causa – effetto, accollando allo scarso “coraggio” dei parlamentari della maggioranza sullo Ius Soli l’aumento della percezione di insicurezza.

In ogni caso, che immigrazione e dibattito sullo Ius Soli siano strettamente connessi è evidente a tutti. I numeri relativi al consenso riscosso dalla legge per la concessione della cittadinanza ai figli di immigrati nati in Italia, negli ultimi anni sono crollati. Condiviso dall’80% degli italiani nel 2014, alla fine del 2016 il dato era già sceso al 70%. Nello scorso giugno, quando la legge era stata “incardinata” al Senato, il sostegno dei nostri connazionali allo Ius Soli era crollato al 57%, per scendere ulteriormente questa estate e toccare quota 52%.

Sottovalutando la capacità di ragionamento dei nostri connazionali, i buonisti non colgono quello che ormai ai più risulta evidente: il fallimento dell’integrazione condotta attraverso lo Ius Soli nelle altre nazioni europee, dove alle conclamate difficoltà di quartieri ghetto divenuti zone off limits, si aggiungono gli attentati realizzati da cittadini “francesi” o “inglesi” di nome Mohamed o Youssef. Ma non ditelo a Repubblica: da quelle parti ogni opinione contraria al dogma dell’accoglienza non ha legittimità, è solo xenofobia, è solo paura.

Davide Romano

 

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2 Commenti

  1. Infatti è una percentuale ridicola ! Questo popolo piuttosto che vedere le cose come sono , vuol rimanere cattocomunista fino alla morte ed oltre .

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