Gli “schiaffi” di Boban a Balotelli

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Balotelli ai ferri corti con il Milan


Roma, 26 nov – Non è stato affatto tenero Zvonimir Boban nei confronti del tanto chiacchierato Mario Balotelli. In effetti l’ex trequartista del Milan, oggi stimato commentatore televisivo, ha rilasciato ai microfoni di Sky Sport 24 dichiarazioni molto pesanti sull’attaccante rossonero. «Smettiamola di parlare di questo Balotelli – ha esordito Boban – in vita sua non ha fatto nulla, se non panchina ovunque. Lui sarà sempre più piccolo del Milan e il Milan sarà sempre più grande di lui».

Lo sfogo di «Zorro» deriva senz’altro dal generale atteggiamento fiacco e rinunciatario del Milan di quest’anno, e in particolare dal comportamento poco consono di «Super Mario», il quale si è recentemente reso protagonista dell’ennesima «balotellata» (termine oramai entrato nel gergo calcistico per indicare la vita sregolata di un atleta fuori dal campo). In effetti il centravanti rossonero si è presentato in ritardo per due giorni consecutivi agli allenamenti di Milanello. Di qui la rabbia di Boban: «Il suo comportamento svogliato dimostra che proprio con il cervello non arriva a capire alcune cose, non capisce cosa vuol dire indossare quella maglia. Impari da Kakà, un ragazzo che ha vinto Champions, mondiale, Pallone d’oro ed è sicuramente più ricco di lui. Ricky corre e si impegna come un ragazzino».

Balotelli, peraltro, aveva da poco rotto il lungo silenzio della sua pagina twitter, dato che in passato questa gli era costata non pochi problemi, a seguito di «cinguettii» polemici ben poco graditi alla società. Il problema è che il tweet è stato rilasciato alle 5 di mattina, un orario in cui si suppone che un calciatore stia riposando. Non stupisce quindi che Balotelli abbia poi fatto ritardo l’indomani mattina alla regolare seduta d’allenamento. E così «Zvone» ha rincarato la dose: «Balotelli nel mio Milan, nella migliore delle ipotesi, avrebbe portato il “borsone” a Van Basten, a Weah, a Sheva. Come è possibile che un calciatore possa arrivare in ritardo per due giorni di fila agli allenamenti? Nel mio Milan avrebbe preso schiaffi da gente come Maldini, Desailly, Seba Rossi, Costacurta, Baresi».

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Zvonimir Boban

La notizia delle dichiarazioni di Boban ha fatto ben presto il giro del web, finendo nei vari forum dei tifosi rossoneri. Fiutando velocemente gli umori della curva, si può constatare un appoggio pressoché unanime della tifoseria al commentatore croato. Alcuni cominciano addirittura a dare ragione ai «cugini» interisti che li avevano messi in guardia sul fatto che, prima o poi, anche loro avrebbero finito per «odiare» il discolaccio bresciano.

Insomma, anche i tifosi milanisti stanno iniziando seriamente a stufarsi di Balotelli, questo ragazzotto così sicuro di sé e del suo talento, il quale, però, non mostra il minimo attaccamento ai colori della maglia che indossa. Che, sia detto per inciso, dovrebbe essere quella della squadra per cui «tiene» fin da bambino. Si tratta, quindi, di un ulteriore e duro colpo per il «balotellismo» militante dei media italiani, che non smettono di incensare il centravanti rossonero per fini ideologici e politici che con il calcio hanno ben poco a che vedere. Proprio perché, in ultima analisi, non sono né il talento, né le macchine di lusso o le serate nei locali «giusti» a contare per il tifoso. Bensì l’impegno, il sudore, la passione e l’amore per i proprio colori. Cose che Boban e Kakà, al contrario di Super Mario, hanno dimostrato. Ma forse questi due veri campioni, a differenza di Balotelli, mal si prestano per la stampa nazionale a comode strumentalizzazioni su presunto razzismo e ius soli.

Valerio Benedetti

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