Roma, 14 ago – Stop all’ immigrazione illegale? Forse è presto per cantare vittoria. Nonostante l’onda mediatica pressante in tal senso della stampa italiana mainstream, il fenomeno non è stato affatto stroncato. Non è bastato il codice Minniti per le Ong o con le due navi militari inviate in Libia per  dire che il problema è stato risolto.

È vero che se si confrontano i dati degli sbarchi dello scorso anno, i clandestini arrivati in Italia fino al 31 luglio scorso sono calati del 4,5 per cento. Ma se si guardano le cifre si tratta di un’inezia. Questi i numeri ufficiali: dal 1° gennaio a oggi sono arrivati 97.293 immigrati, in gran parte provenienti dall’Africa e non da Paesi in guerra. Lo scorso anno, nello stesso periodo, furono 101.507 clandestini, che tuttora sono ospitati a spese nostre. Si noterà quindi che il dato percentuale dei minori arrivi è irrisorio, se non insignificante.

Dunque il famigerato codice di comportamento per le navi delle organizzazioni non governative e il maggior impegno della guardia costiera libica hanno sortito l’effetto di fermare la falla con il classico cucchiaino. Gli immigrati continuano ad arrivare, in altri modi, con altri mezzi ma continuano a sbarcare.

Fino a quando l’Italia, l’Unione europea, le Nazioni unite non si decideranno a mandare un contingente militare armato per ristabilire l’ordine in Libia, l’immigrazione continuerà e gli scafisti, insieme ai terroristi dell’Isis, continueranno ad armarsi ed arricchirsi.

Nell’attesa di un improbabile intervento internazionale, il Parlamento italiano dovrebbe ristabilire una semplice, elementare regola in vigore in tutti i paesi occidentali evoluti per fermare davvero l’immigrazione: chi entra in Italia senza permesso è considerato clandestino e quindi va arrestato.

Ma bisognerebbe, per ripristinare il reato di clandestinità, eliminare il “buonismo” che ancora pervade gran parte della sinistra e dei cattolici al governo. Più facile dirlo, che farlo. L’unica cosa sensata proposta dal ministro Minniti, codice per le Ong a parte, era quella di istituire un centro di identificazione ed espulsione (Cie) per ogni Regione, come temporanea misura per rendere innocui gli immigrati in odore di criminalità. Se qualcuno ha visto almeno uno di questi nuovi centri, batta un colpo per favore.

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2 Commenti

  1. …il Minniti ha il ‘centro” sbiancato di Crocetta….( realizzato da un suo caro amico chirurgo pastico..Speriamo non tra le spese regione Sicilia )….

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