Agrigento, 14 nov – Estorsione. Questa l’accusa a carico di Fabrizio La Gaipa, il candidato del Movimento 5Stelle arrestato questa mattina ad Agrigento. “Imprenditore turistico di seconda generazione, con un passato da giornalista e scrittore” come lui stesso di descriveva, 42 anni, La Gaipa è risultato il primo dei grillini non eletti nella provincia di Agrigento alle elezioni regionali siciliane della settimana scorsa.

Non male per un esponente del partito che ha fatto dell’onestà la sua ragion d’essere e che per questo ha ottenuto vasti consensi. Lo stesso La Gaipa, durante la sua campagna elettorale, aveva impugnato il bastone dell’onestà facendo comizi in cui affermava “Da una parte gli onesti, noi, dall’altra tutti i partiti”.

Il grillino estorsore, che gestisce un albergo dove si praticano massaggi con antichi strumenti in terracotta, avrebbe costretto i suoi dipendenti a firmare busta paga false e avrebbe stipulato contratti di lavoro irregolari, oltre a una serie di illeciti nella dichiarazioni del fisco.

La denuncia è arrivata da due dipendenti dell’hotel, che lo hanno incastrato con alcune registrazioni. E la notizia del suo arresto e delle accuse a suo carico fa ancora più rumore e va sottolineata se si prendono in esame alcune dichiarazioni del grillino che voleva dare l’immagine del benefattore e del pigmalione. Bisogna creare posti di lavoro “per il bene dei nostri figli”, diceva a giornali e tv, per evitare di alimentare il “gravissimo impoverimento sociale causato dalla fortissima emigrazione”. Poi, però, nella sua azienda, i contratti erano una farsa.

Alle elezioni di domenica 5 novembre La Gaipa ha ottenuto la fiducia di poco più di 4mila elettori che gli hanno dato il loro voto. Forte di questo risultato, che non è bastato a farlo entrare nel consiglio regionale, pare che la Gaipa volesse candidarsi alla prossime elezioni politiche. Ora si trova agli arresti domiciliari e insieme a lui è indagato anche il fratello Salvatore, per il quale è stato disposto il divieto di dimora in città.

Anna Pedri

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