Fig_1-Mario PagliaroPalermo, 31 dic – Tra i grandi Italiani che non si arrendono e non se ne vanno, e che senza troppo clamore fanno grande il nome dell’Italia nel mondo, in questo ultimo giorno dell’anno parliamo di Mario Pagliaro, ricercatore dell’Istituto per lo studio dei materiali nanostrutturati (Ismn) del Cnr di Palermo.

Un anno straordinario, questo 2013, iniziato con la rivista dell’American Chemical Society, ACS Sustainable Chemistry & Engineering, che ha perfino dedicato la copertina di febbraio alla ricerca del team di Pagliaro che ha portato allo sviluppo di un innovativo materiale catalitico, capace di promuovere in modo efficiente ed ecosostenibile la reazione chimica essenziale per produrre siliconi e polimeri del silicio (materiali e processi sol-gel) con ampio utilizzo commerciale, senza l’utilizzo di catalizzatori al platino che, oltre che molto costosi sono particolarmente tossici e non riciclabili. Uno degli articoli scientifici più letti dell’anno nel settore e tra gli ultimi 10 di quasi 200 pubblicati da Pagliaro, di cui almeno 100 citati da altri autori in altri articoli scientifici. Non solo un ricercatore fecondo ma di altissima qualità, come dimostrano le circa 3000 citazioni complessive, quasi un record.

Fig_2 -FineCat2013Per il secondo anno di fila, Mario Pagliaro ha organizzato in Aprile il simposio “FineCat 2013”, che ha visto scienziati da molti paesi presentare e discutere le innovazioni più recenti in diversi campi della chimica, come la conversione di biomasse, le nanoparticelle catalizzatrici, la fotocatalisi eterogenea e i processi sol-gel.

Per il terzo anno consecutivo, il nostro Pagliaro ha organizzato a Settembre il grande evento “SuNEC 2013” – Solar New Energy Conference, dedicata, come si evince dal titolo, ai più grandi e recenti sviluppi dell’energia solare. Tra parentesi, molto di quello che si è scritto su queste colonne in merito all’energia solare (qui e qui) era stato presentato e discusso proprio alle precedenti conferenze SuNEC.

Fig_3 -SuNEC2013SuNEC 2013 ha messo in moto ricercatori da mezzo mondo per presentare e confrontare le proprie innovazioni e scoperte nel campo dell’energia solare fotovoltaica e termica, con particolare riguardo alle nuove celle in materiali organici, di cui lo stesso team di ricerca dell’organizzatore si occupa e che promettono di disegnare almeno una parte del futuro dell’energia solare grazie alla loro economicità, semplicità realizzativa e il ridottissimo impatto ambientale in fase di produzione; vale la pena leggere (in italiano) cosa ha significato questo evento (qui, qui e ancora qui).

Mario Pagliaro, però, in questo caso si è proprio superato, scommettendo sul lancio di una innovazione molto particolare, fondata sulla teoria fisica cosmologica detta “teoria byuon” del fisico russo Yuriy Baurov, invitato come relatore principale alla conferenza: dalla scoperta che esiste nell’universo una direzione “privilegiata”, in gergo una “anisotropia” fondamentale, deriva una serie di conseguenze incredibili, come la “nascita” dello spazio tridimensionale, del tempo, della carica elettrica, dello spin delle particelle elementari e… della massa, secondo un meccanismo alternativo a quello del famoso Bosone di Higgs che è valso il Nobel per la fisica del 2013 ma che, a differenza di quest’ultimo, può essere verificato in qualsiasi laboratorio fisico-meccanico anziché con qualche decina di miliardi di Euro (e ci fermiamo qui per carità di patria). Più concretamente per i nostri lettori, ricorderemo una sola tra le prospettive pratiche: la possibilità di costruire abbastanza facilmente propulsori “universali”, capaci cioè di muovere oggetti in qualsiasi ambiente, incluso lo spazio vuoto, senza spingere altri mezzi come acqua o aria, né emettere alcuna sostanza. Un’applicazione presentata alla stessa SuNEC 2013 dal molto più modesto autore di questo pezzo.

Soprattutto, una scommessa vinta, perché pochi giorni fa veniva accettato e pubblicato dal American Journal of Modern Physics un articolo scientifico, a firma – tra gli altri – dello stesso Prof. Baurov e con il dovuto ringraziamento a Mario Pagliaro, intitolato Universal Propulsion Harnessing the Global Anisotropy of the Physical Space”, appunto Propulsione universale sfruttando l’anisotropia globale dello spazio fisico.

Non soltanto – si fa per dire – un grande ricercatore, Mario Pagliaro, ma un autentico talent-scout delle migliori ricerche nel mondo.

Coordinatore del Polo Fotovoltaico della Sicilia, struttura trasversale tra Cnr e Università di Palermo e concentrata nella ricerca sulle nuove tecnologie fotovoltaiche nel campo delle nuove celle solari a colorante e nella generazione solare del combustibile idrogeno attraverso la scissione dell’acqua, Pagliaro, fortemente convinto che l’energia solare abbia già rappresentato un resistente argine rispetto alla crisi economica e ancor più possa rappresentare una parte di futuro della Sicilia e dell’Italia intera, ha sostenuto personalmente e con forza la creazione di un Istituto nazionale per l’energia solare e dello sviluppo sostenibile da incardinare nel Cnr, proposta ora all’esame dei vertici dello stesso Consiglio Nazionale delle Ricerche.

Il riconoscimento più importante, e un orgoglio per tutta la ricerca nazionale, è arrivato però verso la fine dell’anno, precisamente il primo dicembre, quando Mario Pagliaro è stato nominato membro dell’Advisory Board della Chemical Society Reviews: il secondo giornale scientifico al mondo nel campo delle scienze chimiche. Un privilegio ben meritato, un impegno e una responsabilità enormi che per oltre due anni condividerà con altri circa 50 scienziati di tutto il mondo, tra cui l’altro italiano, Claudio Zannoni, dell’Università di Bologna.

Francesco Meneguzzo

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