diego-fusaro-casapound-770x577Roma, 19 feb – Personalmente, ero molto contento di poter assistere ad una Conferenza sull’ attualità del pensiero di Marx che si sarebbe dovuta svolgere Venerdì 21 presso la sede nazionale di CasaPound.

Un po’ perché trovo sempre interessante il dibattito tra posizioni, sulla carta, distanti tra loro, ma anche perché avendo letto Marx e seguito con un moderato interesse le diverse letture del suo pensiero, ritengo che l’essenza della riflessione marxista sull’analisi del “modo di produzione” nella società capitalista, rivesta effettivamente un qualche spunto di interesse anche per l’attualità.

Non solo, la rivalutazione a sinistra, in chiave idealista , operata da Preve prima e Fusaro poi, del concetto di Nazione , mi incuriosisce e si annunciava, di certo, una serata dove presupposti diversi potevano addirittura trovare hegelianamente parlando, una sintesi.

Ed invece no : rimarrò deluso e con me penso tanti altri, da un dibattito e da un confronto che non avverrà, perché l’invitato Diego Fusaro, sottoposto a censure e minacce dal suo ambito di provenienza, ha gettato la spugna ed ha deciso di non andare a CasaPound .

Non mi soffermerò sul solito lugubre coro dei “sacerdoti dell’antifascismo” di cui conosciamo a memoria , la stupidità antropologica degna dei primati, ma soprattutto mi hanno deluso le giustificazioni addotte dallo stesso Fusaro.

Il giovane e brillante filosofo torinese, allievo di Preve, ha perso una grande occasione, forse per lui imperdibile ed unica: quella di dimostrare a stesso che le sue Idee sono valide e degne di essere difese ovunque ed in barba alle scomuniche dell’Inquisizione di sinistra , e non mi sembra cosa da poco.

In secondo luogo, perché poteva fattivamente contribuire, con il suo esempio, a rompere quello che lui definisce il circolo vizioso della perenne contrapposizione tra giovani di idee politiche diverse, che seppur sporadicamente, persiste anche ai giorni nostri, dopo che nei decenni successivi ha mietuto morti e feriti.

Ora nella sua lunga lettera di giustificazione comparsa sulla sua pagina Facebook e su diversi siti, Fusaro dopo aver citato come esempio il metodo socratico e riconosciuto il fatto che la caccia alle streghe nei suoi confronti è scattata da parte di determinati ambienti “marxisti”, cita i quattro capponi di Renzo nei Promessi Sposi, rivolgendosi alla sorte analoga “dei giovani fascisti che fanno a botte con i giovani antifascisti”. Ragion per cui, il suo rifiuto a partecipare andrebbe visto anche come il non voler avallare simili comportamenti.

Potremmo anche essere in teoria d’accordo, senonché a me viene in mente chissà perché, un altro personaggio non secondario tratto dalla medesima opera manzoniana: Don Abbondio.

Don Abbondio è quel personaggio che il Manzoni descrive come “uno che non ha il coraggio non se lo può dare” e che davanti alle pressioni e minacce di Don Rodrigo , non fa la cosa giusta alla Spike Lee, ma indietreggia, rincula e si accuccia, assecondando l’ingiustizia verso Renzo e Lucia, in nome di una malintesa “prudenza”.

Questa non è “prudentia” ma è una condotta che reca in sé una stortura: quella di confermare ai prepotenti che il loro comportamento sortisce l’effetto voluto, quello di ricondurre tutto nell’alveo della “normalita’” imposta dal Re di Prussia, che Fusaro vorrebbe disarticolare. Ma lui si tira fuori.

Ora Fusaro, non poteva non sapere, anche se ha solo 31 anni, che accettando l’invito a discutere a CasaPound si sarebbe attirato, solo per questo, gli strali dei “primati “ dell’antifascismo , ma non può mettere sullo stesso piano chi lo ha invitato con pacatezza e serenità ad un confronto libero e aperto, con chi strepita e ulula alla lesa maestà per il solo fatto che si parla con i fascisti. Non è onesto intellettualmente e non è corretto.

Proprio il suo “coraggio delle idee” avrebbe dovuto spingerlo non dico ad imitare il pluricitato Socrate (che per le su idee fece una brutta fine, ma sarebbe decisamente troppo..) ma un’altra persona che filosofo non è mai stato, ma che quando è stato invitato anni fa a CasaPound, nonostante le scomuniche e nonostante abbia praticato, in prima persona, l’antifascismo militante, è andato nel “covo nemico” ed ha parlato con nettezza e con stile. Mi riferisco all’ex brigatista rosso, Valerio Morucci , che parlò a Casapound nel 2009.

Lì ci volle coraggio da parte di Morucci, coraggio non fisico, ma di coscienza, ad affrontare una platea che rappresentava quello che per lui era stato il “nemico oggettivo”, ma lo fece e con il suo gesto, poco intellettuale ma molto virile, contribuì, secondo me, al dialogo o quantomeno al rispetto reciproco tra mondi contrapposti, più di mille libri o sofismi intellettuali su Marx.

Caro Fusaro, il gesto, il mettersi in gioco in prima persona, sono vitali per legittimare davanti a tutti, la bontà delle proprie idee e delle proprie concezioni, che altrimenti possono sembrare sterili esercizi retorici destinati all’oblio, e soprattutto, un suo gesto di coraggio avrebbe mostrato la pochezza dei suoi detrattori ed avrebbe contribuito fattivamente al dialogo, mostrando, soprattutto ai giovani, che ci si può e ci si deve confrontare anche in questa Italia, dove la lunga guerra civile sembra non voler finire mai. Peccato un ‘altra occasione persa nella terra di Don Abbondio. Hanno vinto, ancora una volta, i Don Rodrigo e il Re di Prussia.

Carlo Bonney

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