figura_1Palermo, 9 ott – Il premio Nobel per la fisica è stato assegnato quest’anno ai giapponesi Isamu Akasaki (85 anni) e Hiroshi Amano (55 anni), entrambi dell’università di Nagoya, e all’americano Shuji Nakamura (60 anni), che dal 1994 si è trasferito dall’università giapponese di Tokushima a quella californiana di Santa Barbara.

I tre chimico-fisici  hanno inventato i Led (Light Emitting Diode), i rivoluzionari dispositivi elettronici che sfruttano le proprietà ottiche di alcuni materiali per produrre la luce in modo più efficiente dal punto di vista energetico e rispettoso per l’ambiente.

Abbiamo intervistato al proposito il Prof. Mario Pagliaro, di cui abbiamo già parlato su queste colonne, grande chimico-fisico italiano del Cnr a Palermo, ideatore del Polo Solare della Sicilia che promette di trasformare la più grande e bella isola del Mediterraneo nel prototipo della sovranità energetica a grande scala fondata sulle fonti rinnovabili, e che sulla “rivoluzione dell’illuminazione” prodotta dai LED ha scritto perfino un libro.

 

figura_2 - NakamuraProf. Pagliaro, in poche parole: perché la scoperta scientifica dei LED è stata premiata col Nobel?

Perché i diodi ad emissione luminosa consentono l’illuminazione di qualsiasi ambiente, interno od esterno, con livelli di efficienza luminosa mai prima raggiunti. Ma anche, con una luce più bella e più sana, perché priva delle componenti ultraviolette ed infrarossa. Ed ormai con livelli di resa cromatica che si approssimano a quelli della luce visibile. E tutto questo è stato reso possibile dall’invenzione del LED a luce blu da parte di Nakamura e dei colleghi giapponesi.

Perché i LED sono così rivoluzionari rispetto agli altri sistemi di illuminazione? 

Per tre motivi. Primo, la sorgente luminosa è uno strato sottile costituito da due solidi a contatto che emettono luce sottoposti ad una piccola tensione elettrica continua. Non ci sono filamenti ad alta temperatura, o gas tossici come i vapori di mercurio, i gas alogeni o i vapori di sodio: e tutto avviene a bassa temperatura. Secondo, le sorgenti luminose offrono ai progettisti della luce una versatilità senza precedenti che qualcuno ha giustamente paragonato al punto-linea-superficie di Kandinskij, nel senso che i LED puntiformi vengono effettivamente assemblati in luci puntuali, lineari o sotto forma di superfici luminose. Sia rigide, che flessibili. Terzo, anche se generalmente siamo interessati alla luce bianca, i LED offrono la possibilità di generare luce colorata di grande purezza, arricchendo ulteriormente le possibilità di abbellire e colorare gli ambienti.

Infine, mi consenta una precisazione prosaica: oltre all’efficienza che ormai supera abbondantemente i 100 lumen di luce emessa per ogni Watt assorbito, i LED ben costruiti e ben assemblati nelle lampade hanno nella eccezionale durata (superiore alle 100mila ore) ciò che ha reso possibile la bancabilità delle prime installazioni su vasta scala, proprio come avvenuto nel caso del fotovoltaico dove i conti si facevano a 20 anni.

figura_4 -fontanadelPantheonAbbiamo letto che Lei attribuisce ai LED perfino la capacità di esaltare il patrimonio artistico e architettonico italiano. Ci spiega meglio?

Nessun Paese al mondo ha un patrimonio storico-artistico simile a quello italiano. Questo insieme di “giacimenti culturali” di cui parla il mio amico Andrea Granelli è il principale motivo per cui l’Italia è visitata ogni anno da decine di milioni di turisti. I LED consentono di illuminare i monumenti, le Chiese, i musei e i grandiosi elementi architettonici con una luce finalmente degna della loro bellezza. Pensi a Firenze o Roma: oggi i ponti sul Tevere e quelli sull’Arno, così come gran parte del centro storico, sono illuminati con le luci al sodio, che erano quelle a consumo più basso. La resa cromatica è così scadente da rendere indistinguibili i colori. Tutto viene coperto da una depressiva luce arancione simile a quella degli svincoli autostradali. Ecco: con i LED cambieremo tutto questo nel giro di pochi anni.

Per finire, a che punto siamo in Italia con la diffusione dei LED? Programmate qualche intervento, in proposito. con il nuovo Polo Solare della Sicilia?

figura_3 -lampione ledL’industria illuminotecnica italiana integra i LED importati dall’Asia e dagli Usa all’interno di luci declinate secondo il senso estetico italiano. Il risultato sono lampade di altissimo pregio, esportate in tutto il mondo. Non casualmente, i livelli di placement dei numerosi master in Lighting design nati in Italia nel corso degli ultimi anni sono superiori al 90 per cento. Il Polo Solare della Sicilia consoliderà le proprie attività formative nel settore, dando il via al primo Master in LED Lighting design dal prossimo Settembre.

 

Francesco Meneguzzo

Commenti

commenti

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here

cinque × uno =