figura_3Palermo, 14 set – Se lo straordinario scenario del golfo tirrenico di Santa Flavia, a poca distanza da Palermo, ci ricorda che non c’è meta esotica che tenga rispetto alle bellezze d’Italia, in un grande Hotel a suo tempo appartenuto ai cugini Salvo, i famigerati “esattori” della mafia precedente all’avvento dei Corleonesi, recentemente restaurato, una conferenza internazionale appena conclusa ha riaffermato il primato mondiale dell’Italia nella ricerca fisica e chimica nel campo delle energie. Un primato che fa il paio con quello già conseguito sulla produzione di energia dal sole, con i quasi 20 GigaWatt di potenza fotovoltaica installata e la maggiore generazione pro capite nel mondo.

Coordinata dal grande chimico-fisico del Cnr Mario Pagliaro, la conferenza SuNEC 2014, come le tre edizioni che l’hanno preceduta, ha consentito a ricercatori convenuti da tutto il mondo di presentare idee e progetti che sono diventati prodotti, azioni e risultati concreti, sullo sfondo di un motivo dominante: che l’energia solare può e deve diventare ancora di più occasione di sviluppo, benessere, occupazione qualificata, autosufficienza e sovranità energetica per l’Italia e la Sicilia che nel nostro Paese è la regione più ricca di questa risorsa rinnovabile. Tra gli studi e i risultati più interessanti proposti da ricercatori italiani, anche in collaborazione con scienziati di altri Paesi, si ricordano i seguenti.

Figura_2La serra agricola solare che, grazie all’elettricità fotovoltaica e a un sistema di riscaldamento innovativo ad altissima efficienza, consente di dimezzare i costi finora legati all’uso del gasolio e quindi di recuperare alla produzione le eccellenze tutte italiane in parte abbandonate proprio per l’aumento esorbitante dei costi di riscaldamento. Il sistema di ventilazione a energia solare, composto da pannelli solari termici e fotovoltaici integrati, in grado di riscaldare l’aria e “pomparla” negli edifici riscaldandoli e, parimenti importante, a risanarli dall’umidità, aumentando il valore delle case e migliorando la qualità della vita. Un nuovo metodo “verde” per produrre lo squalano: emolliente largamente utilizzato in cosmesi e in medicina, sarà prodotto con un processo innovativo, sostenibile ed economico, prevenendo danni all’ecosistema, risparmiando energia e diminuendone radicalmente il costo. Un sistema integrato di apparati di generazione e di immagazzinamento energetico, coordinati da un avanzatissimo insieme di sensori e software, in grado di assicurare l’indipendenza energetica a livello residenziale è stato presentato da un’azienda tutta italiana, leader del settore degli impianti energetici “fuori rete”, che per questo ha ricevuto anche finanziamenti dalla Regione Marche.

Facendo seguito a un precedente studio che dimostrava come l’energia solare fotovoltaica è stata positivamente responsabile della impressionante riduzione del costo dell’elettricità in Italia, gli stessi ricercatori del Cnr hanno illustrato un modello energetico-economico che consente di prevedere come l’auspicabile diffusione dei veicoli privati tutti elettrici (cioè, con motore elettrico invece che a combustione interna), se accompagnata dalla crescita della produzione elettrica solare, potrà determinare enormi risparmi della bolletta elettrica nazionale, oltre che un notevole miglioramento dello stato dell’ambiente e della salute.

Un sistema interamente fisico (cioè, senza additivi chimici), basato sul fenomeno sempre più studiato della cavitazione idrodinamica, ideato e realizzato interamente in Italia dal Cnr anche grazie a fondi resi disponibili dalla Regione Toscana, che consente di pastorizzare liquidi alimentari come latte, succhi di frutta, birra, ecc, così come di depurare l’acqua da microorganismi e batteri, a temperature decisamente più basse rispetto ai normali processi termici, consentendo allo stesso tempo di risparmiare energia – anche grazie a una speciale soluzione costruttiva che ne esalta l’efficienza – e di conservare migliori qualità organolettiche e nutrizionali dei prodotti.

Una straordinaria innovazione, sviluppata al Cnr insieme all’Università statale di New York a Buffalo, con la potenzialità di rivoluzionare la nautica di tutte le taglie, da quella da diporto fino alle flotte di pescherecci e alle grandi navi per trasporto di persone e merci, insieme alle relative attività cantieristiche e di manutenzione: una sostanza, o meglio un “micro-film” detto “Xerogel”, derivato da reazioni chimiche e nano-chimiche avanzatissime, per il rivestimento degli scafi, in grado di eliminare rapidamente e per prevenire per lunghissimi periodi le incrostazioni biologiche da organismi e microorganismi sia marini sia di acqua dolce, responsabili dell’aumento del consumo di carburante e della corrosione nel corso della navigazione. Gli interessati possono approfondire qui.

figura_6Tra le altre innovazioni e scoperte presentate da scienziati internazionali, si ricordano le seguenti: dall’Università del Sud Dakota (Usa), la realizzazione di una “foglia sintetica” con nano-fotocatalizzatori nella luce visibile e ultravioletta, dispersi su un materiale poroso, in grado di isolare ossigeno e soprattutto idrogeno dall’acqua con l’uso della sola radiazione solare, che apre una nuova strada alla sintesi dell’idrogeno distribuita e ad alta efficienza per l’uso nelle celle a combustibile per la generazione elettrica. Qui l’approfondimento per gli interessati

figura_7Dall’Università di Uppsala (Svezia), la realizzazione di un altro sistema per la produzione di idrogeno dall’energia solare ad alta efficienza, basato su materiali inorganici – rame, indio, gallio e selenio (CIGS). Qui un link per approfondire. Queste ultime due scoperte promettono di rilanciare in modo decisivo un settore, quello del carburante pulito ed efficiente per definizione, l’idrogeno, che in passato aveva sofferto, più che degli inevitabili e normali problemi tecnologici, degli annunci irrealistici e sensazionalistici di presunti “guru” da poltrona come l’ingiustamente famoso Jeremy Rifkin.

figura_8Infine, ma non da meno, un giovane e brillante ricercatore di etnia boera dell’Università di Stellenbosch, Sud Africa, ha presentato il concetto, già in parte realizzato, di un sistema combinato di energia solare elettrica e termica, con micro-immagazzinamento dell’energia e un controllo di tipo “smart-grid”, progettato per assicurare l’approvvigionamento energetico alla miriade di villaggi rurali in Africa. È quasi inutile sottolineare come sia questo ultimo sia gli altri interventi hanno condiviso non solo lo spirito di fondo, concreto e fattuale, della conferenza, ma anche numerosi punti di contatto, forieri di ulteriori sviluppi. Nonostante le oggettive e talvolta umilianti difficoltà, quindi, la ricerca italiana si conferma i vertici di quella mondiale.

Preso atto di tutto questo, così come delle straordinarie opportunità fornite dalla ricerca e dalle applicazioni dell’energia solare, l’assessore della Regione Sicilia con delega all’energia e ai rifiuti, Salvatore Calleri, che è anche presidente della Fondazione Antonino Caponnetto (ideatore e capo del Pool antimafia presso la Procura di Palermo ai tempi di Falcone e Borsellino), ed è intervenuto direttamente alla conferenza SuNEC 2014, ha affermato tra l’altro che “se vogliamo che famiglie, imprese ed Enti locali siciliani possano beneficiare di più e meglio dell’energia solare, serve la costituzione di un Istituto regionale del solare che operi in rete con gli altri Centri di ricerca e formazione nel mondo”. Se questa intenzione si tradurrà in atti concreti, l’evento di per sè eccellente sul piano scientifico non avrebbe potuto godere di un esito più importante.

Francesco Meneguzzo

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