Roma, 16 apr – In attesa che il presidente della Repubblica si pronunci sulla formazione del nuovo governo, le grandi manovre dei partiti vengono allo scoperto. Come nel caso della proposta del ministro dello Sviluppo economico, Carlo Calenda, di un governissimo che coinvolga tutti.
L’esponente di spicco del Pd, in un’intervista su Repubblica ha parlato di governo di transizione con dem, M5S e Lega (senza Berlusconi e Forza Italia quindi).
Matteo Salvini ha rifiutato l’offerta senza appello: “Io dialogo con tutti, ma l’unico punto fermo è che con il Pd non si può fare nulla. A Calenda dico, mamma mia! Cambiare la legge Fornero con chi l’ha difesa, per espellere i clandestini con chi li ha fatti entrare? No, grazie!. O governo per fare quello che voglio fare, oppure facciano altri”.

Il leader della Lega dice no a qualsiasi soluzione che non rispetti il mandato elettorale: “Sento che qualcuno vorrebbe rimettere in piedi un governo alla mo’ della Mario Monti, tutti dentro per tirare a campare, per spennare gli italiani ed essere servi di Bruxelles e delle alleanze dei bombardatori e lanciatori di missili: no! Noi siamo leali e vogliamo rispettare gli impegni presi ma nel nome dell’interesse degli italiani. Non esistono unioni, alleanze che possano prevedere il fatto che i vantaggi siano degli altri e i problemi degli italiani – ha ribadito -. Voglio guidare un Paese che non pieghi più la testa verso nessuno e sia protagonista del suo futuro”.

Salvini inoltre ha risposto anche al leader dei 5 Stelle: “Quello che Di Maio giudica un danno, il centrodestra unito, è quello che gli elettori hanno premiato col voto il 4 marzo: chiedo al MoVimento 5 stelle di avere rispetto per gli elettori. Come io dico che non esistono partiti pericolosi o elettori pericolosi chiedo che tutti gli altri facciano lo stesso”.

E in tema di elezioni, il capo politico della Lega rincara la dose: “Ogni voto conta: noi pensiamo che da queste regionali possa venire un segnale nazionale di chiarezza e di cambiamento”. A Di Maio, secondo il quale il voto non ha valenza nazionale, risponde: “Mette le mani avanti. Pensava di avere già la vittoria in tasca qui in Molise e invece è testa a testa”.

Tornando alle grandi manovre, la proposta di Calenda è stata bocciata anche da alcuni esponenti del Pd. Come Sandro Gozi, sottosegretario alle Politiche europee, che sottolinea: “Nessun punto d’incontro possibile tra M5S, Lega e Pd su politica economica, diritti civili, né sul ruolo dell’Italia in Europa e nel mondo. Ancor meno nel campo delle riforme istituzionali. Questa è la verità! Difficile capire su quali basi un simile accordo potrebbe reggersi”.
E anche la ministra della Difesa Roberta Pinotti si dissocia dal collega: “No al Pd sull’Aventino, ma è presto per un governo di transizione”, afferma a Circo Massimo su Radio Capital.

Adolfo Spezzaferro

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  1. Mai scritto commenti, ma adesso m’ha stancato..: Devia Katia! Smettila coi messaggini naíf! Scrivi qualcosa di tuo! Per favore… grazie

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