corredo geneticoRoma, 17 mar – Stare sempre in uno stesso luogo vi rende irrequieti e sentite il bisogno di partire? I legami fissi vi provocano depressione e malumore? Dimostrate più attitudine al lavoro di gruppo e a relazionarvi con il prossimo rispetto ad altri? La risposta a questi interrogativi è scritta nel vostro corredo genetico.

La relativamente recente possibilità di conoscere l’intero contenuto del proprio genoma ha aperto nuove frontiere alla biologia mettendola in relazione ad altre discipline che sino ad oggi si riteneva fossero indipendenti da tale contesto come la sociologia e la psicologia.
Ricercatori di tutto il mondo, anche e soprattutto italiani, stanno scoprendo le basi genetiche del comportamento umano proprio grazie alla completa mappatura del nostro genoma.

Massimo Delledonne, direttore scientifico di Personal Genomics e direttore del Centro di genomica funzionale dell’ateneo di Verona, presentando un test del DNA accessibile a tutti, ha rilevato un’anomalia del codice genetico, una mutazione sul trasportatore della serotonina (l’ormone del buonumore) che alterandone i livelli provoca scontentezza e malumori “una condizione che qualcuno chiama insoddisfazione matrimoniale” dice tra il serio ed il faceto il ricercatore.

Ma non solo, secondo un articolo del 1999 pubblicato sulla rivista Evolution and Human Behaviour ed intitolato Population migration and the variation of dopamine D4 receptor (DRD4) allele frequencies around the globe -Migrazioni e frequenze alleliche del recettore della dopamina D4 (DRD4) nel locus genetico delle popolazioni – anche l’impulso a viaggiare e alle esplorazioni è preordinato dal nostro codice genetico.

I ricercatori in questo articolo hanno dimostrato, analizzando le frequenze degli alleli di 2320 individui appartenenti a 39 diverse popolazioni e i dati sui modelli di migrazione delle stesse, la correlazione tra l’attivazione di questo gene (DRD4-7r) e la maggiore predisposizione a mettersi in viaggio.

Sostanzialmente risulta che questo gene è attivo maggiormente in quelle popolazioni che abitano in zone del mondo in cui, storicamente, gli spostamenti sono sempre stati incoraggiati o, detto in altro modo, è più facile che il gene DRD4-7r si trovi in popoli che nel passato, magari molte e molte centinaia di anni fa, hanno avuto una vocazione “esplorativa”. Quindi anche l’impulso a viaggiare, l’irrequietezza di alcuni individui, risulta dipendere dall’attivazione di questo particolare gene, che provoca un senso di “benessere” allorquando ci si accinge a compiere un viaggio, aumentando la nostra curiosità e la nostra sensibilità verso gli stimoli esterni. Quindi l’entusiasmo e l’emozione che si provano quando ci mettiamo in cammino verso mete sconosciute non sarebbe altro che la risposta fisica ad un particolare stimolo di tipo ormonale prescritto dal nostro codice genetico.

Gli stessi comportamenti sociali rivolti a una maggiore collaborazione all’interno della popolazione di cui si fa parte, hanno una base genetica selezionata e trasmessa nel corso dei milioni di anni dell’evoluzione umana (come già accennato in un precedente articolo). Il biologo Edward Wilson, nella sua teoria sulla eusocialità, spiega che qualora i comportamenti volgarmente detti “altruisti” portino un vantaggio alla comunità e al singolo che ne fa parte, questi automaticamente vengono selezionati e codificati nel DNA perché portano ad un vantaggio evolutivo rispetto ad altre specie che non li hanno sviluppati. Pensiamo alla capacità di instaurare legami all’interno di un gruppo sociale o tra gruppi sociali distinti: se questi portano ad un vantaggio per la comunità, aumentando le probabilità di sopravvivenza della stessa, questi vengono inscritti nel codice genetico e tramandati di generazione in generazione, gettando le basi di quelle peculiarità che distinguono le varie popolazioni di una stessa specie.

La genetica quindi, si sta scoprendo come la scienza capace di spiegare molti ambiti della specie umana, non solamente a livello morfologico o “medico” ma anche e soprattutto a livello comportamentale.

Paolo Mauri

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Paolo Mauri
Nato a Milano, classe 1978. Laurea in Geologia. Dopo aver lavorato qualche anno nel campo della moda nella capitale meneghina, ha deciso di approfondire quella che è sempre stata la sua grande passione, essendo da sempre stato in contatto con gli ambienti militari a più livelli, non da ultimo anche per merito del servizio di leva: l'ars militaria nelle sue varie forme, dalle strategie alle armi. Questa, connessa all'altra sua grande passione per la storia moderna e contemporanea, e unita ai suoi studi geologici, gli ha permesso di occuparsi di geopolitica per Il Primato Nazionale sin dal 2014. Attualmente scrive anche per Tradizione Militare, periodico dell'Associazione Nazionale Ufficiali Provenienti dal Servizio Attivo.

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