desertoRoma, 31 ago – L’Italia sarebbe a rischio desertificazione. Questo l’allarme emerso dalla conferenza “Siccità, degrado del territorio e desertificazione nel mondo”, organizzata dal Consiglio nazionale delle ricerche a Expo il 26 agosto scorso.

“Gli ultimi rapporti ci dicono che è a rischio desertificazione quasi il 21% del territorio nazionale, il 41% del quale si trova nel sud. Sono numeri impressionanti che raccontano di un problema drammatico di cui si parla pochissimo”, dice Mauro Centritto, direttore dell’Istituto per la valorizzazione del legno e delle specie arboree del CNR.

È quindi a rischio desertificazione quasi un quinto del territorio nazionale, il 41% del quale nel Sud, oltre la metà del territorio in Sicilia, Puglia, Molise e Basilicata. “In Sicilia le aree che potrebbero essere interessate da desertificazione sono addirittura il 70%, in Puglia il 57%, nel Molise il 58%, in Basilicata il 55%, mentre in Sardegna, Marche, Emilia Romagna, Umbria, Abruzzo e Campania sono comprese tra il 30 e il 50%”, continua il ricercatore.

Il problema non è solo italiano: le aree siccitose coprono oltre il 41% della superficie terrestre e vi vivono circa 2 miliardi di persone. Il 72% delle terre aride ricade in paesi in via di sviluppo e questo significa che, senza inversioni di tendenza, aumenterà il peso dei cambiamenti climatici sui fenomeni migratori.

“Entro la fine di questo secolo le previsioni parlano, per il bacino del Mediterraneo, di aumenti delle temperature tra 4 e 6 gradi e di una significativa riduzione delle precipitazioni, soprattutto estive: l’unione di questi due fattori genererà forte aridità. Paradossalmente, mentre per mitigare i cambiamenti climatici sarebbe sufficiente cambiare in tempo la nostra politica energetica, per arrestare la desertificazione questo non sarà sufficiente, poiché il fenomeno è legato anche alla cattiva gestione del territorio”, aggiunge Centritto.

Il punto di non ritorno è rappresentato dal Dust bowlification, la “conca di polvere”. Ovvero: il niente.
Si tratta di un concetto diverso dalla desertificazione, visto che anche i più estremi deserti sono comunque degli ecosistemi (le aree aride includono il 20% dei centri di biodiversità e il 30% dell’avifauna endemica), mentre le conche di polvere sono buchi neri di aridità totalmente sterile.

Ettore Maltempo

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