ENI CANTIERE EST DI SANNAZZARRO DE' BURGONDISan Donato Milanese, 23 lug – Lo scorso lunedì Eni ha comunicato, tramite una nota, la scoperta di un grosso giacimento di gas nel delta del Nilo, in Egitto.

La società del cane a sei zampe ha scoperto nella zona di prospezione di Nooros, all’interno della concessione denominata Abu Madi West sita 75 miglia (120 km) a nordest da Alessandria un giacimento stimato in circa 15 miliardi di metri cubi di gas naturale e condensati associati (=idrocarburi leggeri prodotti con il gas che condensano allo stato liquido a temperature e pressione di superficie).
La stessa compagnia rende noto che il giacimento verrà posto in produzione nei prossimi due mesi utilizzando le già esistenti strutture di trattamento di gas poste a 15 miglia dal sito di estrazione.

0851828001346143490La compagnia si era assicurata a gennaio due nuovi contratti nella zona denominata West Mediterranean Deep Water dopo aver vinto una gara indetta dal governo egiziano nel 2013. In marzo Eni ha firmato un accordo per l’estrazione e lo sviluppo delle riserve di petrolio e gas in Egitto che richiederà investimenti pari a circa 5 miliardi di dollari.

Il delta del Nilo, che ha una litostratigrafia complessa che parte sin dal Carbonifero (358 milioni di anni fa), è conosciuto da sempre come una riserva immensa di idrocarburi intrappolati in formazioni che vanno dal Miocene (23 milioni di anni fa) sino al Pliocene (3/5 milioni di anni fa). In particolare la prospezione di Nooros andrà a ricercare gas e petrolio in formazioni databili intorno all’inizio del Pliocene, quindi risalenti a circa 5 milioni di anni fa, spesse circa 300 metri e costituite principalmente da arenarie.

Eni, che è presente in Egitto sin dal 1954, afferma che la produzione giornaliera di idrocarburi in Egitto ammonta a circa 210 mila barili di petrolio equivalente.

Paolo Mauri

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Paolo Mauri
Nato a Milano, classe 1978. Laurea in Geologia. Dopo aver lavorato qualche anno nel campo della moda nella capitale meneghina, ha deciso di approfondire quella che è sempre stata la sua grande passione, essendo da sempre stato in contatto con gli ambienti militari a più livelli, non da ultimo anche per merito del servizio di leva: l'ars militaria nelle sue varie forme, dalle strategie alle armi. Questa, connessa all'altra sua grande passione per la storia moderna e contemporanea, e unita ai suoi studi geologici, gli ha permesso di occuparsi di geopolitica per Il Primato Nazionale sin dal 2014. Attualmente scrive anche per Tradizione Militare, periodico dell'Associazione Nazionale Ufficiali Provenienti dal Servizio Attivo.

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