esplosioneCatania, 17 mar – Nel primo pomeriggio di ieri, mentre era in corso l’eruzione dell’Etna, 10 persone che si trovavano a ridosso della colata tra cui una troupe della BBC ed alcuni turisti portati in quota dalle guide sono rimasti feriti a causa di un’esplosione.

L’esplosione freato-magmatica è avvenuta in località Belvedere, al bordo occidentale della Valle del Bove, a quota 2700 m.s.l.m. La colata lavica, originata dal Nuovo Cratere di Sud Est (NSEC) posto a circa 3200 metri di quota, è accompagnata da moderata attività stromboliana iniziata nella mattinata di giovedì 15 marzo che ha avuto il suo picco tra le 18:40 e 18:45, susseguente al parossismo avvenuto tra il 27 febbraio ed il primo marzo che aveva visto fontane di lava alte circa 200 metri. Attualmente la lava avanza sovraimponendosi a quella dell’eruzione di febbraio con una temperatura di circa 1000 gradi; temperatura che è stata una delle concause dell’esplosione di ieri. La colata infatti sta avanzando sul pendio innevato dell’Etna, e la neve, sciogliendosi e venendo ricoperta dalla lava, ha causato l’esplosione freato-magmatica di ieri.
L’acqua di scioglimento della neve, infatti, ha formato una pozza d’acqua abbastanza grande che, una volta ricoperta dalla colata, ha generato vapore a causa del fortissimo calore. Vapore che quindi, tendendo a espandersi violentemente, ha rotto lo spessore della colata generando un’esplosione con lancio di lapilli incandescenti e altri detriti di varie dimensioni. Esplosione di modesta grandezza se paragonata ad altri fenomeni freato-magmatici, ma che è stata sufficientemente potente da ferire e spaventare i turisti e la troupe della BBC.

Esplosioni come queste non sono una rarità quando l’Etna erutta nel periodo invernale, e quindi anche essere a distanza dalle bocche eruttive non è garanzia di sicurezza se si è intenzionati ad avvicinarsi al fronte della colata in queste particolari condizioni climatiche. Il mix di lava e acqua, che sia da scioglimento delle nevi o di tipo freatico/superficiale, è sempre esplosivo.

Paolo Mauri

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